Cannabis terapeutica per bambini e ragazzi?

22/07/2013 17:38

Mykayla-and-her-mom-cannabis-is-my-medicine-and-it-cured-my-cancerLauren Scott ha combattuto il sarcoma dei tessuti molli, una forma rara e aggressiva di cancro, per più di 3 anni. Dopo un breve periodo di remissione, il cancro di Lauren si è diffuso ai polmoni rendendole difficile le attività quotidiane e a volte anche la respirazione. Quando la morfina non poteva alleviare il suo dolore senza causare forti nausee, usava la cannabis. Lauren è una ragazza di 16 anni.

 

Cherry Chiodo, la madre della ragazza, spiega che la marijuana medica  – che Lauren assume sotto forma di olio particolarmente ricco di cannabidiolo (CBD) e povero di THC, la sostanza psicoattiva fonte dello sballo – “sia l’unica cosa che la aiuta“. E, anche se la cannabis è utilizzata per gestire il dolore di Lauren, la mamma racconta come aiuti anche a stimolarle l’appetito e a ridurre “l’ansia che deriva dall’affrontare un cancro allo stadio terminale“.

In America 19 stati hanno legalizzato l’utilizzo della cannabis come farmaco per disturbi che vanno dal cancro al dolore cronico e tutti, tranne due, ne consentono l’utilizzo anche nei bambini. Ma, anche nelle giurisdizioni dove è legale l’utilizzo, non è sempre facile avere accesso ai farmaci. Oltre al timbro di approvazione di un medico, tutti gli stati chiedono un’autorizzazione dei genitori all’utilizzo della cannabis nei bambini. Alcuni stati hanno alche qualche passaggio burocratico in più, come la necessità della firma di più medici per la prescrizione, o il divieto imposto ai dispensari di vendere cannabis sotto forma di medicinale commestibile.

Il 24 giugno, però, il New Jersey ha approvato una legge che renderebbe più facile per i minori ricevere la marijuana medica, una mossa che i sostenitori vedono come l’inizio di un cambiamento più grande. “La gente vuole l’accesso ai rimedi naturali in modo libero e sicuro, per sé e per i propri figli”, ha dichiarato Paul Armentano, vice presidente di NORML, una organizzazione non-profit che si batte per la liberalizzazione della marijuana.

Il disegno di legge del New Jersey è stato ispirato dalla storia di Vivian Wilson, una bimba di 2 anni affetta da una grave forma di epilessia, le cui crisi epilettiche sono state drasticamente ridotte dall’utilizzo di cannabis terapeutica. Se il governatore Chris Christie firmerà il disegno facendolo diventare una legge a tutti gli effetti, sarebbe necessaria l’autorizzazione di un solo medico e sarebbe autorizzata la vendita anche di farmaci commestibili a base di cannabis.

In tutto questo la comunità scientifica continua ad interrogarsi sulla faccenda. Dustin Sulak, un medico di medicina generalista e osteopata di Falmouth, nel Maine, usa la marijuana medica per curare i bambini che hanno il cancro o altre malattie gravi, tra cui convulsioni, autismo e disturbo da stress post-traumatico, quando i trattamenti convenzionali hanno fallito. “Abbiamo messo tutte le opzioni sul tavolo e valutato il rapporto rischio/beneficio di ogni caso – spiega il dottor Sulak. “e la cannabis terapeutica spesso emerge come una buona scelta per la sua tollerabilità e per l’efficacia“.

Gregory Carter, professore presso l’Università di Washington School of Medicine e medico specializzato in malattie neuromuscolari, ha anche raccomandato la marijuana medica per i bambini con gravi disturbi neurologici, come paralisi cerebrale infantile e distrofia muscolare, e ha visto i risultati “per lo più positivi” .

Sulak e Carter dicono di aver prescritto il farmaco non solo per alleviare i sintomi, ma anche per il suo potenziale effetto terapeutico. I cannabinoidi hanno dimostrato di stimolare il sistema endocannabinoide, un importante sistema fisiologico coinvolto nella regolazione dell’appetito, della percezione del dolore, e dell’umore. I cannabinoidi hanno anche dimostrato di inibire direttamente la crescita tumorale e le metastasi in vitro e negli animali, suggerendo che il sistema endocannabinoide possa mantenere la promessa di una cura terapeutica del cancro. Ma, visto che la marijuana non è stata inserita nel processo di approvazione della US Food and Drug Administration, pochi studi attendibili dimostrano la sua efficacia, e nessuno nei bambini.

Inoltre la cannabis è illegale a livello federale e, se per qualche medico non andrebbe utilizzata negli adulti, figuriamoci nei bambini. Purtroppo il numero di dati sulla sicurezza e l’efficacia della marijuana non è destinato a crescere nel prossimo futuro. Il governo federale classifica marijuana come una droga da Tabella I, che significa che non può essere facilmente studiata in esseri umani.

Ma c’è anche chi sostiene che la cannabis terapeutica debba essere confrontata, caso per caso, con le altre opzioni disponibili, che in molti casi “sono molto più tossiche”, come sostiene il dottor Sulak. Esattamente come nel caso della marijuana terapeutica, la maggior parte delle alternative attualmente somministrate a bambini con cancro, come la morfina, OxyContin e potenti farmaci antipsicotici che vengono utilizzati nel trattamento a lungo termine di malattie mentali infantili, non sono stati studiati né per la sicurezza né per l’efficacia nei bambini. Infatti, meno della metà di tutti i farmaci comunemente impiegati per il trattamento di bambini è stata studiata in studi pediatrici.

“Le cosa bella della cannabis è che gli effetti collaterali negativi sono molto meno rispetto a quelli della maggior parte di altri farmaci somministrati ai bambini”, ha detto Sulak. E il dottor Carter si dice d’accordo: “Credo che in quasi tutte le circostanza la marijuana medicale sia più sicura di oppioidi“.

Entrambi, però, fanno notare che i casi in cui è stata prescritto la marijuana medica sono estremamente rari. La maggior parte degli stati in cui la marijuana medica è legale non tengono dati demografici sui suoi dichiaranti, ma quelli che lo fanno dimostrano che l’uso medico della marijuana tra i bambini è molto limitato. In Colorado, per esempio, si contano attualmente 45 bambini che hanno assunto cannabis terapeutica sul registro dello stato, mentre in Montana 55. In Nevada, Lauren è l’unica paziente registrata con meno di 18 anni.

“Se si guardano i numeri, si può vedere che non si tratta di una situazione in cui improvvisamente si avranno migliaia di bambini che utilizzano la marijuana”, ha detto Armentano. “Dovrebbe quindi diventare disponibile per il piccolo numero di bambini che ne hanno bisogno.”

Fonte: The-scientist.com

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