La forza di un’idea: colloquio con un giovane collettivo di cannabis terapeutica di Fuerteventura

09/09/2013 16:00

Col.can.canCol.can.can. è la forza di un’idea diventata realtà. E’ la storia di quattro ragazzi di diverse nazionalità che hanno dato il via ad un progetto a Fuerteventura che mira a coinvolgere la popolazione locale, informandoli sulle potenzialità terapeutiche della cannabis e contribuendo a sfatare i falsi miti che circondano questa pianta. Abbiamo avuto l’opportunità di raccontare la loro storia e i loro progetti facendo quattro chiacchiere con Fabrizio, il presidente del collettivo, che ha sottolineato come le sue parole siano anche quelle di Daniel, Juan, Benny, Lucía, Victor, Lorenzo, Eva, Suzanne, Laura e Andrés e di tutti coloro che rappresentano i soci e l’associazione.

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Come è nato il vostro collettivo e perché a Fuerteventura?
Col.Can.Can. o Colectivo Cannabisterapeutico Canario è nato a Fuerteventura nel dicembre 2012. Come nelle più classiche delle barzellette è nato dall’unione di un italiano, un francese, uno spagnolo, e un americano. Eravamo amici, migliori amici, di quelli che sono felici di condividere gli interessi che hanno in comune. Dai quattro fondatori, oggi siamo più di trecento e facciamo tutti parte di quella che è diventata la seconda associazione di coltivatori e consumatori in Fuerteventura. L’idea che condividiamo è il seme che ci ha fatto nascere e il continuo supporto da ognuno dei soci è terra e acqua. Ci conforta l’intima certezza che, spiegando il percorso intellettivo e le molle che sono scattate dentro di noi, molti potranno riconoscersi nella nostra associazione. Non è importante la nostra provenienza o lingua che parliamo, semplicemente quando si è passata un’intera vita sottomessi da una legge ingiusta, alla fine si sente di dover dire qualcosa o, come nel nostro caso, fare qualcosa. Ovunque ci si trovi. Bisogna per questo ringraziare il destino (o forse il Karma?) per essere qui. Dico così perché quando vivevo in Italia, ormai molti anni fa, l’ambiente politico e socioculturale frenava molto la diffusione e lo scambio di opinioni riguardanti la marijuana: per l’Italia politica, l’erba era una droga come tutte le altre.

Qual è la situazione riguardo alla cannabis terapeutica a Fuerteventura?
Al contrario qui, nelle Isole Canarie tutte, è possibile vedere e percepire, nell’atteggiamento sociale della popolazione, lo scarso pregiudizio negativo con cui persone totalmente ignare sull’uso di qualsiasi droga si accostano con curiosità sincera al mondo della marihuana medicinale, che qui è essenzialmente rappresentato dall’associazionismo popolare. Eccoci qui, adesso, in Fuerteventura, forti di un gruppo solidale e motivato, di fronte a un grande lavoro che finalmente abbiamo i mezzi per compiere.

Di cosa vi occupate?
Il nostro lavoro può essere definito in poche parole: educare la socialità alla completa comprensione di tutti gli aspetti per cui la cannabis può essere considerata un’efficace medicina (non abbiamo detto una panacea universale), oppure può essere considerata una piacevole e non dannosa compagna per i momenti di svago, e tutto ciò per tutta la durata della vita adulta e della vecchiaia.

C’è ancora molta strada da fare?
Perché tutti possono rendersi conto di quanta strada dobbiamo percorrere per raggiungere una conoscenza normalizzata della marijuana, basta andare all’edicola e scorrere le pagine di una qualsiasi rivista che parla di alimentazione naturale, salute, rimedi naturali e terapie attraverso l’alimentazione. Potremmo trovare tutto quello che concerne il cavolo, le zucchine, qualsiasi verdura, frutta, fungo, qualsiasi erba selvatica, e soprattutto la relazione (in un linguaggio scientifico popolarizzato) tra l’uso di queste erbe e verdure e i disturbi e le malattie più comuni. Dagli effetti che gli si attribuivano in passato agli effetti scientificamente provati ai giorni nostri. Potremmo persino trovare articoli tesi a promuovere l’uso di alcool quantunque in forma moderata perché le virtù della vite sarebbero trasferite nei suoi derivati. Ma mai nulla sulla marijuana. Mai. Non vogliamo certo dipingerci come moralizzatori riguardo alla questione dei danni che l’alcool provoca nella società. E nemmeno sul fatto che lo Stato consente l’uso e lucra sul commercio degli alcolici che sono da considerarsi droga a tutti gli effetti, in quanto possono provocare una dipendenza terribile che causa grandi sofferenze e danni enormi sui bilanci della sanità. Nemmeno vogliamo aggiungere nulla sul fatto che questa droga è reperibile ovunque e a bassissimo prezzo e che è ampiamente provato che una sola bottiglia di superalcolico bevuta in meno di un’ora da parte di un minore di 14 anni può costituire dose mortale, mentre nessuno ha mai potuto parlare di dose mortale certa per quello che concerne la marijuana ed i suoi derivati. Ma vogliamo sottolineare come la marijuana sia relegata nell’ambito delle riviste specializzate. È ovviamente apprezzabile il grande contributo che danno queste alla conoscenza globale e medica in particolare dell’argomento. Ma la cosa molto importante per i nostri fini, è raggiungere le persone che non siano già dei pazienti, per poterle informare. Dal canto nostro noi, come associazione radicata nel territorio, abbiamo la possibilità di raggiungere un pubblico vastissimo.

Qual è il vostro obiettivo?
Vorremmo semplicemente portare alla conoscenza di più persone possibili l’idea che la cannabis è una medicina che può attenuare o eliminare disturbi, aiutare avere un tono medio dell’umore più elevato, sostituire in molti casi pillole come antidepressivi o sonniferi, stimolare l’appetito in modo costante e anche la fantasia per poter continuare a fare l’amore con piacere e completezza. Proviamo ad immaginare un esempio pratico: ci troviamo di fronte ad un medico e gli stiamo raccontando che, per circostanze completamente esterne alla nostra volontà (probabilmente mia moglie mi tradisce, il lavoro va male, la sfortuna mi perseguita, la mia squadra del cuore non fa che perdere….), siamo totalmente depressi, non riusciamo a dormire, non abbiamo appetito. Bene, nella quasi totalità dei casi, il medico ci spiegherà che per il nostro problema esistono antidepressivi da usare durante il giorno, e altre pillole per indurci il sonno, e che non c’è nessun problema, in caso di bisogno, potremmo avere la prescrizione per tutta la vita. Noi di Col.Can.Can. desidereremmo invece che il medico a cui raccontiamo tutto questo spiegasse che, al posto della raffica di pillole, ci sono casi in cui si può studiare una cura personalizzata di soli derivati della cannabis. Allora credo che la nostra missione sarebbe compiuta: tutti coloro che necessitano degli effetti medici della marihuana avrebbero un aiuto diretto dei medici i quali consiglierebbero le migliori associazioni, le diverse genetiche ed i produttori più affidabili.

Che messaggio volete dare ai lettori di Cannabisterapeutica.info?
Invitiamo tutti i lettori di Cannabisterapeutica.info a contribuire in modo onesto, sincero e legale al coinvolgimento globale e alla condivisione di conoscenze, studi ed esperienze personali riguardanti il mondo della marihuana, perché essa non sia più vista come un mostro verde, pericoloso e mortale, ma come un’alleata naturale che può accompagnarci, se lo vogliamo, nel tempo.

Mario Catania

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