Cannabis terapeutica e diritto di cura: proposta di legge depositata dal M5S in Lombardia

20/11/2013 12:45

Cannabis terapeuticaDa una parte il diritto di cura dei pazienti e dall’altra le leggi dello Stato. Per fare un passo in avanti che consenta ai pazienti nel poter scegliere il farmaco che li fa sentire meglio, il Movimento 5 Stelle ha depositato in Lombardia una proposta di legge dal titolo “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche“.

Iolanda Nanni, prima firmataria della proposta condivisa e firmata da tutti i consiglieri regionali pentastellati, ha spiegato che: “Questo progetto di legge non ha lo scopo di dare giudizi sull’utilizzo di stupefacenti ma ha finalità esclusivamente teraupetiche mirate ad alleviare le gravi sofferenze dei malati: stiamo infatti parlando del diritto alla libertà di cura”. Inoltre ha puntualizzato come sia “necessario finalmente offrire garanzie a quei pazienti che scelgono di alleviare la propria sofferenza: le leggi nazionali consentono dal 2002 la prescrizione di cannabinoidi ed è surreale limitare o impedire l’accesso a questi farmaci a chi ne ha davvero bisogno per pregiudizi ideologici e culturali. E’ necessario colmare il vuoto legislativo in Lombardia, stiamo parlando infatti di farmaci necessari a cittadini per alleviare dolori e sofferenze, anche insostenibili come pazienti in chemioterapia, che soffrono di glaucomi, artriti o emicranie”.

Numerosi derivati della cannabis hanno proprietà terapeutiche riconosciute per diverse patologie e sono indicati, dal 2007, nella tabella ministeriale che ne consente la prescrizione con ricetta medica, ha spiegato il Movimento 5 Stelle, precisando che sono medicinali che rappresentano un importante strumento terapeutico la cui efficacia per la cura del dolore in neurologia e oncologia e per altre patologie è ampiamente dimostrata.

In Italia i farmaci a base di cannabinoidi di produzione nazionale non sono disponibili in commercio ed è solo possibile importarli dall’estero. Non esistono poi protocolli attuativi regionali per la loro commercializzazione tanto che risulta di fatto quasi impossibile, e in ogni caso molto costoso per i pazienti accedere a queste medicine che di rado vengono rimborsate dalle Asl locali.

Ricordiamo che in Italia è stato fondato il primo Cannabis Social Club a Racale, da Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, entrambi malati di sclerosi multipla che hanno trovato molti benefici utilizzando la cannabis come farmaco. Entrambi hanno riacquistato la mobilità e l’indipendenza perduta, grazie agli effetti che placano la spasticità dovuta alla malattia. Con l’appoggio delle istituzioni locali i ragazzi del di LapianTiamo hanno acquistato un campo dove vogliono poter coltivare, con l’aiuto di agronomi e biologi, la medicina da poter distribuire ai malati iscritti all’associazione, senza doverla importare dall’estero.

Redazione Cannabisterapeutica.info

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