Prodotto farmaceutico ingerito e cannabis fumata: stesso effetto psicoattivo

23/01/2014 17:25

My beautiful pictureSecondo molti ricercatori non ha senso isolare uno o due composti della cannabis per fare un farmaco, perché in questo modo si perde il cosiddetto “effetto entourage” che viene dato dall’azione composita delle decine di componenti contenuti.

Si discute molto su quali differenze ci siano tra la cannabis al naturale e i medicinali farmaceutici a base di cannabis, che spesso si concentrano su uno o due principi attivi. Per ora i ricercatori hanno trovato una cosa in comune: lo stesso effetto psicoattivo.

I ricercatori del Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School hanno condotto uno studio confrontando gli effetti psicoattivi del Marinol (nome scientifico: dronabinol) – una pillola di THC usata per trattare nausea e perdita di peso nell’AIDS e nel cancro – con la marijuana fumata.

Pubblicato da poco sulla rivista The Clinical Journal Of Pain, il team ha concluso che “entrambe le forme di trattamento cannabis hanno effetti psicoattivi simili”. Il Marinol è stato dato a un gruppo di 30 pazienti con dolore cronico che erano anche in terapia con oppioidi. I loro parametri sono stati confrontati con uno studio su 20 soggetti sani, monitorati ogni 30 minuti, dopo aver fumato una sigaretta di cannabis con THC al 2% ed una al 3,5%.

Lo studio ha coinvolto tre visite in diversi laboratori, dove, dopo l’assunzione del farmaco, veniva chiesto ai pazienti di completare un’auto-valutazione comunemente usata per misurare la psicoattività. Anche se il livello di psicoattività era lo stesso, i ricercatori hanno fatto notare una differenza nel tempo impiegato perché l’effetto arrivi al picco massimo. La cannabis fumata ha raggiunto il picco dopo 30 minuti, mentre il Marinol dopo 2 ore.

Redazione Cannabisterapeutica.info

Pubblicato su Dolce Vita n°50 – gennaio-febbraio 2013

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