Ecco perché la cannabis può placare l’ansia

03/04/2014 16:16
Sachin Patel e la collega Teniel Ramikie

Sachin Patel e la collega Teniel Ramikie

L’ansia, definita da molti studiosi il male del 21esimo secolo, a detta di molti fumatori si placa con la cannabis. Una nuova ricerca, pubblicata su Neuron, da una spiegazione scientifica del perché possa accadere.

In uno studio condotto sui topi un gruppo internazionale di studiosi guidato dai ricercatori della Vanderbilt University è riuscito per la prima volta a identificare i recettori dei cannabinoidi nel nucleo centrale dell’Amigdala, ritenuta dagli scienziati il centro chiave emozionale del cervello responsabile della risposta all’ansia e allo stress.

La ricerca ha anche mostrato come in questa parte del cervello le cellule nervose producano e rilascino i loro endocannabinoidi naturali. Non bisogna dimenticare infatti che all’interno del nostro corpo è presente un sistema, detto appunto endocannabinoide, che è un complesso sistema di comunicazione fra cellule che regola molte funzioni biologiche (appetito, apparato motorio, riproduzione etc…) che crea all’interno del nostro corpo dei cannabinoidi simili a quelli contenuti nella cannabis, che si chiamano appunto endogeni perché prodotti da noi; questo sistema, insieme ai recettori dei cannabinoidi, reagisce a quelli derivati dalla cannabis che vengono introdotti nel nostro corpo.

Precedenti studi avevano suggerito che il sistema endocannabinoide naturale regola l’ansia e la risposta allo stress e che lo stress cronico o acuto è un grave trauma emotivo che può causare una riduzione sia della produzione di endocannabinoidi sia della reattività dei recettori. E senza i recettori e la loro attività, l’ansia sale. Anche i cannabinoidi “esogeni” della cannabis possono ridurre l’ansia, ma studi scientifici suggeriscono che l’uso cronico porti al cattivo funzionamento dei recettori causando paradossalmente ansia crescente.

In questo studio, i ricercatori hanno utilizzato varie tecniche, tra le quali la microscopia elettronica, che ha permesso la visualizzazione molto dettagliata anche di singole sinapsi o spazi tra le cellule nervose . “Sappiamo dove sono i recettori, sconosciamo la loro funzione, sappiamo come questi neuroni rilascino i propri cannabinoidi”, ha detto Sachin Patel, il responsabile dello studio: “Ora dobbiamo capire come questo sistema sia colpito da stress perché è una cosa che potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione della comunicazione cellulare nell’amigdala”.

Redazione Cannabisterapeutica.info

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