Anche la Sicilia approva l’uso terapeutico di cannabis

09/04/2014 15:32

Logo ACCSOra è ufficiale: la Sicilia è l’ottava regione ad aver deliberato sulla cannabis terapeutica. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente Rosario Crocetta che ha dichiarato: “Il provvedimento nasce sulla base delle modifiche legislative italiane in merito all’uso della cannabis, ma anche da più sentenze che hanno riconosciuto a diversi malati, in particolare a quelli affetti da sclerosi multipla, la copertura terapeutica con tale sostanza. E’ un provvedimento è di particolare valore civile e sociale che mette la Regione siciliana all’avanguardia”.

Il decreto prevede che la prescrizione sarà effettuata da medici specialistici all’interno di strutture sanitarie ed il percorso terapeutico potrà essere seguito dal paziente, anche a domicilio.

L’assessore Lucia Borsellino ha annunciato: “Si prevede che, qualora l’inizio del trattamento avvenga nelle strutture ospedaliere o in quelle alle stesse assimilabili, l’acquisto dei medicinali cannabinoidi saranno a carico della medesima struttura. Il paziente potrà proseguire il trattamento in ambito domiciliare sulla base della prescrizione del medico che lo ha in cura”. Sull’argomento è intervenuto anche Giorgio Trizzino (coordinatore rete regionale terapia del dolore): “Gli specialisti che potranno prescrivere farmaci a base di cannabinoidi sono quelli che si occupano di cure palliative, gli oncologi, i neurologi, ma potrebbero anche essere gli stessi medici generici. D’altronde, già da tempo, i medici di base prescrivono sotto indicazione degli specialisti, farmaci a base di oppiacei”.

La delibera arriva dopo oltre un anno dalla presentazione di due disegni di legge praticamente uguali, rispettivamente depositati da Fabrizio Ferrandelli del PD e da Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle. Il disegno di legge per la modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche era stato voluto dal diversi malati che richiedevano parità di trattamento anche per i residenti in Sicilia. L’ultimo incontro che ha sancito la delibera è stato tenuto lo scorso 19 marzo in commissione sanità, a cui hanno partecipato appunto Giancarlo Cancelleri e i rappresentanti dell’Associazione Cannabis Cura Sicilia.

Il presidente dell’associazione, Alessandro Raudino (affetto da sclerosi multipla), dichiara: “E’ un primo traguardo, ma non è sufficiente. I medici non sanno praticamente nulla e dovranno essere informati. Temiamo che, i pazienti che necessitano dell’utilizzo della cannabis, dovranno attendere tempi biblici per ottenere il farmaco. Oggi è sicuramente utopico pensare ad essere autorizzati per l’autocoltivazione, ma è qualcosa che si dovrà iniziare a discutere, data la particolarità di questo farmaco: chi conosce il Bedrocan sa benissimo che si tratta di infiorescenze femminili di canapa essiccate, proprio come quelle che attualmente le forze dell’ordine sequestrano a chi coltiva illegalmente questa pianta. Autorizzare la coltivazione per scopo terapeutico, proprio come avviene in California e in altri stati anche europei che riconoscono l’uso terapeutico, darebbe un taglio all’acquisto di farmaci attualmente prodotti solo all’estero nonostante le autorizzazioni del CNR di Rovigo e dello stabilimento militare di Firenze. I semi certificati di varietà terapeutiche sono venduti on-line e nei growshop e sono già tantissimi i malati che, dovendo scegliere tra violare la legge o continuare a soffrire, preferiscono rischiare di finire davanti un giudice; forti anche dei risultati delle ultime sentenze che vedono assolvere chi coltiva cannabis per uso terapeutico, come ha fatto il giudice Nicola Aiello che poche settimane fa ha assolto un quarantenne palermitano affetto da tumore ai testicoli che coltivava e fumava cannabis come antidepressivo e antidolorifico”.

Pareri contrari giungono dai responsabili dei vari SerT, che vedono in questo decreto un primo passo verso la legalizzazione anche per uso ricreativo. Timori ingiustificati se pensiamo che da anni sono legali i farmaci a base di oppiacei, ma non lo è l’eroina. Ricordiamo inoltre che, una delle principali particolarità della cannabis terapeutica è quella di avere effetti collaterali molto blandi e decisamente innocui a confronto degli altri farmaci convenzionali utilizzati nella terapia contro la sclerosi multipla e il dolore.

Giuseppe Nicosia per Cannabisterapeutica.info

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