Poliziotti contro malati: impedita la consegna di cannabis terapeutica al congresso dei Radicali

05/11/2014 18:12

trisciuglio-la-piantiamo-bernardini-radicaliAl Congresso dei Radicali tenutosi lo scorso sabato si sarebbe dovuta tenere la consegna simbolica di cannabis terapeutica ad un gruppo di malati di sclerosi multipla, da parte della segretaria del partito, Rita Bernardini, e del suo fondatore, Marco Pannella.

Ma la polizia ha dapprima sequestrato i 20 grammi di cannabis che avrebbero dovuto essere donati ai malati in bustine da un grammo cadauna, e poi è salita sul palco per impedire anche la consegna del raccolto da parte della segretaria radicale ad Andrea Trisciuoglio, presidente del Cannabis social club “La Piantiamo” di Racale (Lecce), unica associazione italiana che si occupa del diritto alle cure a base di cannabis per i malati.

“Sapevamo che la polizia avrebbe impedito la donazione della cannabis – racconta telefonicamente Andrea Trisciuglio – io e Rita Bernardini eravamo anche disposti a farci arrestare ed a finire in carcere come forma di lotta per il diritto alla cura. Ma la polizia si è limitata al sequestro della cannabis”. L’arresto sarebbe stato niente di diverso dal trattamento che ogni giorno decine di malati ricevono in tutta Italia, costretti ad infrangere la legge coltivando cannabis in casa a causa della semi-impossibilità di ottenerla legalmente: sia a causa della difficoltà ad ottenere la ricetta da un medico (solo 60 persone in tutta Italia riescono attualmente ad accedere alla cannabis dietro regolare ricetta medica), sia per gli eccessivi costi della cura (35 euro al grammo).

Evidentemente alla Questura devono aver pensato che si sarebbe trattato di due detenuti decisamente troppo scomodi, ed hanno preferito dare mandato di procedere solo al sequestro di modo da non creare troppo polverone mediatico sul fronte di questa battaglia in favore della libertà di cura. Ma, come spiega Andrea Trisciuoglio: “La lotta di noi malati non si ferma certo qui, andremo avanti con nuove forme di disobbedienza civile fino a quando questo diritto non sarà realmente garantito a tutti”.

Fonte: Dolcevitaonline.it

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