Cannabis terapeutica: le notizie dalle associazioni italiane

25/11/2014 16:08

Cannabis-terapeuticaSul numero 2 della nostra rivista cartacea abbiamo inaugurato una pagina che abbiamo messo a disposizione delle associazioni italiane che si occupano di cannabis a livello terapeutico per dare loro modo di raccontare direttamente le esperienze che vivono e le lotte dei pazienti che affiancano ogni giorno. 

 

ACT (Associazione Cannabis Terapeutica) – www.medicalcannabis.it
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L’Associazione Cannabis Terapeutica, nata nel 2001, è stata la prima associazione che ha affrontato il tema di cannabis e cannabinoidi in terapia. In tutti questi anni è intervenuta in maniera puntuale sul tema, con proposte di legge, articoli scientifici e divulgativi, lettere, partecipazioni e realizzazione di convegni, trasmissioni radio e tv. Alla nostra associazione si deve la prima proposta, presentata alla camera dei deputati, su “Norme per agevolare l’utilizzo a fini terapeutici di farmaci contenenti derivati naturali e sintetici della pianta Cannabis indica” (XIV legislatura). Abbiamo sottolineato la differenza fra le istanze “antiproibizioniste” e quelle dei malati (e medici), perché nella nostra pratica siamo pervenuti alla convinzione che far coincidere i due problemi può creare diffidenza e pregiudizio, e per quanto siano lecite le richieste dei “pro-legalizzazione”, si tratta di un problema diverso, che merita un diverso approccio, in modo da non ostacolare coloro che hanno necessità immediata di ottenere oggi stesso una riduzione della loro sofferenza. L’approccio al tema è sempre stato razionale e scientifico, e non basato sulla spinta emotiva. Ne fanno fede i nostri documenti e le nostre prese di posizione, e ne fanno fede i componenti del nostro comitato scientifico, che raccoglie alcuni tra i più importanti studiosi italiani di Cannabis e sistema endocannabinoide.

Associazione Cannabis Terapeutica

 

PIC (Pazienti Impazienti Cannabis) – www.pazienticannabis.org
Img 2Siamo nati nel 2001 come un gruppo di auto-mutuo-aiuto, quando ancora in Italia, né mediaticamente né politicamente, era conosciuto e tanto meno affrontato l’argomento cannabis terapeutica. Pazienti perché malati di diverse patologie, Impazienti perché con un bisogno immediato e quotidiano di avere accesso alla terapia. Nostra attività è innanzitutto la condivisione tra pazienti, non raccogliamo quote né stampiamo tessere. Nel 2006, dopo aver partecipato a dibattiti, incontri, trasmissioni telesive, oltre che aver iniziato il confronto con i propri medici e cercato e avviato un colloquio con le istituzioni, il gruppo si costituisce associazione per interloquire con queste ultime, e viene riconosciuta dal Ministero della Salute. Nel 2007 finalmente, dopo insistenti pressioni accompagnate da una sostanziosa documentazione, assistiamo alla prima conquista istituzionale importante: l’inserimento del Thc e dei suoi omologhi nella tabella delle sostanze stupefacenti con riconosciute proprietà terapeutiche. Forti di 8 anni di esperienza con farmacie, Asl, Ministeri italiano e olandese, UCS e BMC, dal 2010 ad oggi, abbiamo anche contribuito ad elaborare i testi delle molte Leggi Regionali approvate o in fase di approvazione, scritti dal punto di vista dei pazienti, ma che hanno superato indenni anche il vaglio della Consulta dopo la vergognosa accusa, alle leggi di Veneto e Liguria, di “incostituzionalità” da parte del governo Monti. Sin dal 2006, abbiamo intavolato un dialogo col ministero sull’accesso ai farmaci, e su altre forme di accesso diretto alla propria cannabis terapeutica. Il PIC fa parte della rete europea Encod e sostiene la formazione di Cannabis Social Club di auto-coltivazione da parte di pazienti, avendo constatato che resta l’unica via percorribile oggi dai malati per un accesso rapido, sicuro ed ‘etico’ alla propria medicina.
Un caloroso verde saluto a tutti.

Pazienti Impazienti Cannabis

 

CanaPuglia in difesa del diritto alla salute
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Sin dalla sua nascita, l’associazione CanaPuglia ha avuto come intento quello di diffondere ogni aspetto della pianta di canapa e del suo immenso valore per l’uomo, l’ambiente e l’economia. Quando ci siamo imbattuti nella questione terapeutica, anziché confrontarci con il mondo medico e accademico, abbiamo avuto i nostri primi contatti direttamente con i pazienti che, autonomamente, hanno avviato una battaglia per il riconoscimento di due diritti fondamentali per l’uomo: il diritto alla salute e alla libertà di cura. Questo perché sulla canapa ad uso medico albergano ancora pregiudizi e disinformazione. E, paradossalmente, lo scenario che subito si è palesato è stato quello di un divario incomprensibile tra il “tutore della salute” e l’“indigente”, un divario che resta tuttora esistente e che ha determinato una forte mancanza di informazioni scientifiche nei medici e, di conseguenza, una grossa fetta di pazienti lasciati soli con la loro malattia.
Grazie quindi alle numerose testimonianze dei pazienti e grazie a tutte le associazioni di riferimento (PIC, ACT., Luca Coscioni, LapianTiamo a altre) è stato possibile finalmente aprire un varco nella disinformazione presente, soprattutto, nelle istituzioni.
Ad oggi i pazienti che riescono ad ottenere farmaci cannabinoidi sono una nicchia ristrettissima rispetto ai tanti che sono in attesa di un medico e di una prescrizione o che hanno subìto e continuano a subire trattamenti indicibili da parte di chi invece dovrebbe accoglierli e tutelarli. In tutto ciò, l’aspetto più disarmante è che il ministero della Salute resta  immobile e arretrato, anziché agire coscientemente sulla base delle numerose risultanze scientifiche provenienti da tutto il mondo. Abbiamo cercato di portare il nostro contributo fornendo quotidianamente assistenza a tutti i pazienti che ci hanno scritto o che hanno fatto diversi km per raggiungerci a Conversano. Lo stesso è stato fatto nei confronti di tutti i medici che, da diverse parti d’Italia, hanno chiesto il nostro supporto. Consapevoli della difficoltà del tema trattato, abbiamo lavorato alla costituzione di un Gruppo di Ricerca, supervisionato dal ricercatore internazionale, prof. Giulio Lancioni. Le attività, i progetti e le persone che animeranno il Gruppo saranno oggetto del nostro prossimo articolo su questa nuova e importante rivista che dà un grande contributo all’informazione scientifica,  insieme alle testimonianze ed esperienze dei pazienti. Un grazie di cuore a tutta la redazione di Cannabis Terapeutica per la possibilità di accrescere consapevolezza con una sempre corretta e puntuale informazione.

Dott.ssa Ilaria Di Palma – Vice Presidente CanaPuglia/ Resp. Gruppo di Ricerca Canapa Medica

 

Cannabis Cura Sicilia
StampaAl fine di ottenere maggiore considerazione da parte delle istituzioni, abbiamo deciso di fondare l’associazione Cannabis Cura Sicilia, il cui presidente è Alessandro Raudino (affetto da sclerosi multipla). L’associazione si pone l’obiettivo di assicurare l’uso della cannabis a scopo terapeutico a tutti quei pazienti che lo richiedono, essendo affetti da patologie per le quali esistono già casi certificati di miglioramento (fisico e/o mentale) a seguito del suo utilizzo. Attualmente stiamo concentrando le nostre forze per svolge le seguenti attività primarie: diffusione di informazioni, tra pazienti e medici, sul possibile uso terapeutico della canapa e ricerca di punti di incontro con le istituzioni, per snellire i processi di autorizzazione all’uso terapeutico della canapa. Alcuni risultati sono già stati raggiunti: nei primi mesi del 2014, dopo oltre un anno dalla deposizione di due proposte di legge riguardanti entrambi la regolamentazione della modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche, il presidente Crocetta ha firmato un decreto pro-cannabis terapeutica, permettendo così alla Sicilia di divenire l’ottava regione italiana ad aver deliberato sull’utilizzo della cannabis come farmaco. Note tutte positive, ma in realtà non si riesce ad avere una copia del decreto e la sperimentazione è molto limitata. Sappiamo che, nonostante la vittoria di qualche battaglia e le grandi novità a livello regionale e nazionale, la “guerra” non è finita. Per chi desidera maggiori informazioni o volesse collaborare, attualmente il nostro unico contatto è via Facebook: Cannabis CURA Sicilia.

Giuseppe Nicosia Vice-presidente associazione Cannabis Cura Sicilia

Redazione Cannabisterapeutica.info

Pubblicato sulla rivista Cannabis terapeutica, n°2 – settembre/ottobre 2014

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