Interrogazione per il ritardo della legge in Umbria: “Di chi sono le responsabilità?”

02/02/2015 10:45

Oliviero DottoriniE’ dal mese di aprile 2014 che la legge sulla cannabis terapeutica della Regione Umbria è stata approvata con 22 sì e 2 no. 10 mesi non sono bastati agli amministratori regionali per nominare il comitato tecnico-scientifico che, come previsto all’articolo 6 della legge approvata, avrebbe dovuto definire i protocolli attuativi della legge e fare in modo che entrasse a tutti gli effetti in vigore.

Dopo la protesta organizzata dai Radicali e dal movimento Alternativa Riformista il 19 gennaio, un ulteriore tentativo di smuovere la situazione è arrivato da Oliviero Dottorini (nella foto), presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, che ha annunciato di aver presentato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere i motivi del ritardo nell’applicazione della legge regionale n. 7 del 2014 sulla somministrazione a uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi.

Oltre sei mesi di ritardo non sono accettabili quando si tratta della salute dei cittadini. Di chi sono le responsabilità?”, domanda il consigliere nell’interrogazione. “Chiediamo che la Giunta nomini subito il Comitato tecnico-scientifico che deve definire i protocolli attuativi della legge regionale sulla somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi. Centinaia di cittadini e famiglie chiedono da mesi l’applicazione della legge, in modo da poter trovare un sollievo alle malattie croniche che sono costretti a vivere ogni giorno. Un ritardo di oltre sei mesi è inaccettabile, ancora di più se si tratta della salute dei cittadini”.

Secondo Dottorini, a pesare sui continui ritardi non sarebbe solo la lentezza della macchina amministrativa, “ma anche pregiudizi culturali e pratiche burocratiche farraginose. Eppure di fronte alla possibilità di alleviare la sofferenza di tante persone sta venendo meno anche quel pregiudizio sociale che in passato si è focalizzato sull’aspetto stupefacente della sostanza e non su quello terapeutico. Per questo risulta ancora più incomprensibile il ritardo accumulato e sarà importante conoscerne le responsabilità”.

Redazione Cannabisterapeutica.info

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