La produzione italiana di cannabis può diventare un problema per i pazienti?

04/03/2015 17:30

cannabis terapeuticaSarebbe l’ennesimo paradosso tutto italiano, con il diritto di cura dei pazienti sempre all’ultimo posto, dopo gli interessi economici e schiacciato da iter burocratici e dalla difficoltà di accedere ai farmaci derivati dalla cannabis.

Vi abbiamo raccontato di come nel nostro Paese l’avvio sperimentale della produzione di cannabis terapeutica presso lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze, potesse rappresentare un’opportunità per i pazienti, specialmente nel far calare il prezzo dei farmaci derivati dalla cannabis che ad oggi importiamo dall’Olanda. La prima coltivazione sperimentale è già partita, ma per la produzione annunciata di 100 chili l’anno, bisognerà aspettare che il centro arrivi a regime, non prima del 2016, secondo il generale che dirige l’istituto.

Ed è proprio qui che potrebbe nascere un grosso problema per i pazienti italiani. I due decreti che permettono la fruizione del farmaco nel nostro paese risalenti al 2007 e al 2013, hanno la loro legittimazione giuridica proprio nel fatto che in Italia non produciamo farmaci derivati dalla cannabis. Non producendoli, ne è autorizzata l’importazione. Ma cosa succederebbe se, una volta che la produzione fosse incominciata a tutti gli effetti, l’importazione fosse bloccata proprio perché non ne sussiste più la motivazione giuridica? E’ la domanda fatta pubblicamente da Alessandra Viazzi, che da 15 anni che si batte in ogni modo perché le cure con i cannabinoidi vengano normalizzate e rese gratuite tramite l’associazione Pazienti Impazienti Cannabis, nato come un gruppo di aiuto reciproco in un momento in cui le istituzione erano completamente sorde nei confronti di questa problematica. “Abbiamo paura che la produzione di cannabis porti ad un peggioramento per i pazienti per quello che riguarda l’accesso ai farmaci derivati dalla cannabis”, ha raccontato durante la conferenza dedicata alla cannabis terapeutica alla fiera romana Canapa Mundi (nel video sotto potete vedere tutti gli interventi, quello di Alessandra comincia dal minuto 54).

“In questo momento è disastrosa anche la situazione delle importazioni dall’Olanda, ma abbiamo paura che quando la produzione avrà il via libera, l’importazione sarà bloccata del tutto. Un decreto del ’97 stabilisce infatti che se un farmaco non è reperibile nel nostro paese, si può procedere con l’importazione. Il timore è che con l’avvio della produzione vengano bloccate le importazioni, solo che ci vorranno anni prima che la produzione italiana possa coprire il fabbisogno dei pazienti, anche se consideriamo solo quei 60 – a fronte di migliaia di richieste – che nel 2013 in Italia hanno avuto accesso ai farmaci cannabinoidi”.

Redazione Cannabisterapeutica.info

Commenti su FB

commenti su facebook

Tags: