Germania: la cannabis auto-coltivata da pazienti non può essere sequestrata

06/03/2015 15:57

cannabis coltivazioneMentre in Italia molti pazienti, costretti a rivolgersi al mercato nero o ad auto-coltivare la cannabis a causa del prezzo proibitivo dei medicinali derivati dalla cannabis che importiamo, vengono arrestati e trattati come criminali, in Germania il diritto in materia sta seguendo tutta un’altra strada.

Da noi l’ultima notizia riguardo l’auto-produzione di cannabis – ricordiamo che in Italia coltivare cannabis è illegale – da parte di un paziente, è stata la condanna a 4 mesi di carcere per un uomo che ha dichiarato di utilizzare la cannabis per placare i dolori causatigli dalla fibromialgia e che la coltivava perché non poteva permettersi di acquistarla in farmacia a causa del costo. Negli ultimi tempi sono state diverse le sentenze che hanno invece assolto diversi pazienti che si sono trovati in situazioni analoghe, con la motivazione che il diritto di cura fosse preponderante.

Ma è successo anche che Andrea Trisciuoglio, malato di sclerosi multipla che con l’Associazione LapianTiamo si batte per i diritti dei malati come lui che è affetto da sclerosi multipla, sia stato fermato e trattenuto in caserma per 5 ore e abbia subito il sequestro di un barattolino di Bedrocan comprato legalmente in farmacia dietro presentazione di ricetta medica.

Anche in Germania è vietata la coltivazione di cannabis, ma le cose stanno prendendo una piega diversa. Dopo la sentenza che ha stabilito che i malati gravi, in situazioni eccezionali, possono auto-coltivare la cannabis che necessitano per curarsi, ora un’altra sentenza ha stabilito che l’inviolabilità del domicilio vale anche per l’auto-coltivazione di cannabis da parte dei pazienti.

Le piante di cannabis coltivate da un malato per l’auto-trattamento nelle proprie case, non possono essere sequestrati dalla polizia, a determinate condizioni. Lo ha stabilito la Corte costituzionale federale tedesca in merito ad una decisione sulla costituzionalità del mandato di perquisizione a un pazienti residente ad Assia che soffre di dolori cronici. Frank-Josef Ackerman aveva per questo motivo ricevuto un permesso per l’acquisto di fiori di cannabis in farmacia a giugno 2013 dall’agenzia federale, ma non poteva permettersi finanziariamente il trattamento. Così aveva iniziato a coltivare la cannabis, informando il ministero competente con una lettera firmata anche dal suo medico. Nonostante questo nel gennaio 2014 era stato ordinato il sequestro di qualsiasi prova, ed era stato respinto il ricorso del paziente. Ora la Corte costituzionale federale ha stabilito all’unanimità che le decisioni dei giudici di Darmstadt hanno violato il diritto alla inviolabilità del domicilio sancita dall’art. 13 della Costituzione tedesca.

“Questa decisione è una buona notizia per tutti i pazienti che non possono permettersi il trattamento con prodotti derivati dalla cannabis e sono quindi costretti a procurarsi il farmaco illegalmente”, ha spiegato il suo medico e presidente della IACM Germania, Franjo Grotenhermen, puntualizzando che: “Questa decisione aumenterà la pressione sul governo per garantire un’adeguata assistenza medica alla popolazione riguardo alle infiorescenze e ai farmaci derivati dalla cannabis”.

Redazione Cannabisterapeutica.info

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