La battaglia di Christian: “Una lettera ai parlamentari per chiedere la regolarizzazione dell’auto-coltivazione”

02/04/2015 12:14

Christian FerriUn incidente gli ha cambiato la vita: per lui che era uno sportivo non essere più in grado di camminare e muoversi liberamente era un dolore doppio. Poi, grazie alla cannabis, non solo Christian Ferri ha ricominciato a camminare, ma ha anche potuto cimentarsi di nuovo nelle camminate in montagna che lo appassionavano tanto, riuscendo di nuovo a scalare il Gran Sasso per guardare di nuovo il mondo dalla vetta, respirando aria pulita a pieni polmoni con il cuore colmo di felicità.

Dopo aver avuto questa possibilità, il primo impegno di Christian è stato quello di raccontare la sua storia a più persone possibili, per condividerla, per informare, per il bene di tutti. Oggi continua su questa strada, in un percorso che da semplice testimonianza è diventato voglia di cambiare le cose, perché anche altri possano utilizzare la cannabis come una medicina e, magari, ritrovino la speranza smarrita lungo la via.

Oggi Christian è il coordinatore regionale di Freeweed per il Lazio, associazione che si batte per la legalizzazione della cannabis, ed è da poco tornato da Roma dove è riuscito a consegnare una lettera al deputato Paolo Bernini del M5S in modo che gli facesse da tramite per farla avere all’integruppo di parlamentari che si sono riuniti per discutere di una legge sulla legalizzazione.

“Il mio intento – racconta Christian – è quello di abbattere dei pregiudizi inutili alimentati da anni di oscurantismo. Basterebbe informarsi leggendo libri di storia e medicina per vedere che la cannabis e i suoi derivati vengono utilizzati da sempre per trattare le patologie più disparate. L’incidente mi ha reso impossibile fare qualsiasi cosa: oggi riesco ad avere una vita dignitosa solo grazie alla cannabis”.

Sei riuscito a consegnare la lettera? Cosa ti hanno detto?
Paolo Bernini M5SDopo un primo tentativo andato a vuoto sono riuscito ad incontrare Paolo Bernini del M5S (nella foto a sinistra) al quale ho lasciato la lettera diretta all’intergruppo per la legalizzazione (QUI il testo integrale). Spero che la mia insistenza possa portare a qualcosa ma resto un ragazzo di 26 anni senza esperienza politica quindi non so se mi daranno retta.

Perché secondo te è necessario che venga regolamentata l’auto-coltivazione?
Io oggi ad esempio sono senza farmaco. E l’ultimo quantitativo di cannabis che ho potuto acquistare, l’ho recuperato dal mercato nero: sono invalido a causa dell’incidente e non posso permettermi di aquistarla presso le farmacie galeniche, il prezzo è troppo elevato. Inoltre, se dovessi seguire le linee guida che si utilizzano ad esempio in Colorado, io avrei bisogno di almeno 2/300 grammi di infiorescenze al mese. Il quantitativo varia da patologia a patologia e io, che sono affetto da dolore cronico ortopedico e mi sveglio più volte di notte a causa di dolori allucinanti, avrei bisogno che i principi attivi della cannabis siano sempre presenti nel mio corpo. Appena piego il ginocchio soffro dolori incredibili per un problema degenerativo che mi porta artrite e artrosi.

Oggi ad esempio come fai?
Non esco di casa. Semplice. Io mi posso muovere e praticamente posso vivere, solo sotto l’effetto di cannabis, che mi toglie il dolore. E sottolineo come un dolore costante come questo non sia invalidante solo dal punto di vista fisico, ma porti anche problemi come insonnia, inappetenza e deficit di attenzione.

Quindi per te è più che altro una questione pratica?
Sì. Io spesso rimango senza farmaco perché non posso acquistarlo. E anche se fosse venduto a prezzi calmierati non potrei lo stesso permettermelo, visto il quantitativo che mi serve. Per cui l’auto-produzione è una scelta necessaria secondo me. E non solo per i pazienti, noi di Freeweed lottiamo affinché l’auto-produzione sia un diritto di tutti. Conosco persone senza particolari patologie che se non fumano non riescono ad uscire o a stare a contatto con la gente, fumando invece ci riescono. E’ una pianta, credo che coltivarla debba essere un diritto di tutti.

C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere?
In un’intervista rilasciata qualche tempo fa avevo erroneamente detto che mi curo omeopaticamente: ho sbagliato, le cure che seguo sono fitoterapiche. E non solo con la cannabis: ad esempio se mi serve un protettore gastrico prendo un petalo di Aloe Chinensis, che per me è la qualità giusta, e lo assumo con acqua e miele. L’importante è utilizzare solo il cuore e non la buccia verde o i colletti bianchi, che sono invece un potente lassativo.

Mario Catania

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