Usa cannabis terapetuica per il morbo di Crohn, licenziata una donna in America

18/09/2015 16:30

Cristina BarbutoAveva trovato il lavoro della vita, ma è stata licenziata il primo giorno. La storia di Cristina Barbuto sta facendo discutere l’America perché tocca la sensibilità di molti pazienti ed una vicenda in cui si incrociano il diritto alla salute, quello al lavoro e i paletti delle leggi federali americane sbandierate dalla compagnia.

“Mi sono sentita discriminata”, ha raccontato in un video alla CBS, spiegando che: “all’inizio nemmeno pensavo che potesse accadere”. Il primo giorno di lavoro accade che a Cristina viene consegnato un drug test dalla Advantage Sales and Marketing, la ditta dove è stata assunta. “Ho voluto da subito essere onesta e così mi sono recata dal mio supervisore e gli ho spiegato che in parte avrei fallito il test, e che quindi li volevo avvisare in anticipo”.

Cristina soffre infatti del morbo di Crohn e nei momenti acuti il dolore può diventare insopportabile; motivo per cui le capita di fare affidamento sulla sua prescrizione di cannabis terapeutica.

Appena tornata a casa dopo il suo primo giorno di lavoro sente il telefono squillare: il suo test era positivo alla cannabis e viene licenziata. Ha supplicato l’azienda al telefono spiegando che non utilizza la cannabis prima di recarsi sul posto di lavoro e che lo fa nel suo tempo privato. “Sono malata, non è una ragione sufficiente?”, avrebbe chiesto al telefono sentendosi rispondere: “No, perché seguiamo le leggi federali”.

A quel punto la donna, sentendosi tradita, ha deciso di fare causa all’azienda. “E’ molto importante il fatto che l’uso di cannabis terapeutica da parte della signora Barbuto non influenza la capacità di svolgere il suo lavoro”, ha detto l’avvocato Fogelman alla CBS. L’avvocato ha inoltre spiegato che la malattia della signora Barbuto le conferisce lo status di protezione sotto l’Americans with Disabilities Act, che le permetterebbe di usare cannabis terapeutica per curare la sua malattia.

Ma secondo l’ex assistente procuratore distrettuale Jennifer Roman la donna potrebbe avere difficoltà nel dimostrare che il morbo di Crohn di cui soffre le garantisca le protezioni legali di cui avrebbe bisogno. Il vantaggio legale dell’azienda, secondo la Roman, consiste nel fatto che se la società decide di applicare una politica di tolleranza zero sulle droghe lo può fare a prescindere dalla legge del Massachusetts che ha legalizzato l’uso di cannabis terapeutica.

Redazione cannabisterapeutica.info

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