Grosseto: alla farmacia San Giuseppe il primo info point sulla cannabis terapeutica

22/09/2015 17:13

Dottor Edoardo Alfinito“Vista l’incertezza generale dal punto di vista terapeutico e burocratico sia per quello che riguarda le persone comuni ma anche le autorità sanitarie e quindi medici e soprattutto i medici di base che gestiscono un gran numero di pazienti ed avendo riscontrato una certa leggerezza ed ignoranza – intesa come non conoscenza delle leggi e di ciò che si può fare – abbiamo voluto creare una struttura che potesse chiarire tutti i dubbi in merito”.

Il dottor Edoardo Alfinito (nella foto) racconta così la nascita del primo info point dedicato alla cannabis terapeutica creato presso la farmacia San Giuseppe di Grosseto, dove lavora. Il progetto rientra tra le collaborazioni della SIRCA, la Società Italiana per la Ricerca sulla Cannabis della quale fanno parte anche il dottor Alfinito e il dottor Bruno Mazzocchi, primario di Leniterapia della Asl di Grosseto che ha collaborato al progetto dell’info point.

Quindi vi occupate sia di problematiche legali sia di prescrizioni e consigli ai pazienti?
Farmacia San GiuseppeSì, affrontiamo tematiche legali come la preparazione corretta di una ricetta per la prescrizione, o l’indicazione di un medico al quale rivolgersi, visto che la cannabis è prescrivibile da qualsiasi medico già dal 1998 per qualsiasi patologia per la quale siano presenti cenni scientifici a riguardo. Altro obiettivo è quello di fare informazione scientifica per i medici perché penso che per i molti benefici che la cannabis può portare sia importante almeno che il medico la prenda in considerazione come terapia efficace, anche perché poi chi ne risente è solo il paziente finale.

Date anche informazione ai pazienti sui metodi di somministrazione e sui dosaggi?
Sì e abbiamo anche creato un fascicolo informativo in cui abbiamo inserito tutte le terapie per le quali la cannabis dà dei risultati positivi conclamati e quindi dolore neuropatico, Alzheimer, sclerosi multipla, patologie del sistema nervoso come possono essere ansia, depressione e stress. E’ uno specchietto generale in cui si vedono più o meno i dosaggi e le patologie. Essendo una sostanza naturale non c’è un dosaggio preciso per ogni individuo quindi ognuno poi deve sperimentarla su se stesso e capire quale dose è efficace per lui. Faccio spesso l’esempio del vino: su una persona un bicchiere fa un effetto su un’altra magari lo stesso effetto lo ritrova con mezzo litro. Deve essere una terapia cucita su ogni paziente.

Sotto quali forme vendete i preparati a base di cannabis?
Farmacia San Giuseppe_2Quelle più comuni sono due e sono le infiorescenze essiccate, che possono essere assunte per via orale tramite un decotto – nel depliant spieghiamo bene come va fatto il decotto, quali sostanze come latte e burro vadano aggiunte, visto che da questo dipende la corretta assunzione e se si fa il decotto senza alcun aggiunta di latte sarà meno efficiente – o tramite inalazione con vaporizzatore. Cerchiamo sempre di non incentivare il fumo come la classica cartina perché si brucia circa il 40% dei principi attivi in quanto la fiamma della combustione ha temperature troppo alte e anche perché con il vaporizzatore si eliminano tutti i derivati dalla combustione che sono anche cancerogeni. L’altra via di somministrazione che sta dando dei risultati molto positivi è l’estratto in olio di oliva. Si tratta di un’estrazione a caldo con un agitatore magnetico che segue la metodica Arno Hazekamp (ricercatore che attualmente lavora per la Bedrocan ed ha realizzato uno studio scientifico insieme a Luigi Romano sui vari tipi di estrazioni dalla cannabis, ndr) ed è migliore sia dal punto di vista dell’assorbimento visto che è consigliata l’assunzione per via sublinguale evitando dunque il metabolismo di primo passaggio che avviene nello stomaco e che degrada i componenti, e poi si riesce anche ad avere un dosaggio più preciso perché con una goccia in più o in meno si può modulare con precisione l’assunzione.

Lo preparate voi come farmacia galenica o date le istruzioni ai pazienti per poterlo fare?
Lo prepariamo noi così come effettuiamo la preparazione delle infiorescenze o delle capsule micronizzate. Ci sarebbero anche altre estrazioni in alcool ma che non hanno ancora preso piede.

Quanto costa al paziente l’estratto?
La terapia costa 33 euro al grammo di sostanza, poi noi non facciamo pagare l’onorario visto il costo elevato. Per l’olio è uguale perché faccio pagare solo la quantità di infiorescenza che metto all’interno.

Avete le classiche varietà Bedrocan e Bediol?
Sì e cercheremo da ottobre di avere anche il Bedrolite che con il 9% di CBD e meno dell’1% di THC sarà una varietà che non darà effetti psicoattivi.

Ricevete tante persone?
Fino ad ora si stiamo seguendo circa una quarantina di persone contando che siamo ancora ad una fase embrionale anche perché sono ancora molto poche le persone che sono a conoscenza del fatto che ci si possa curare con la cannabis. Quindi il processo che vuole fare la SIRCA e che noi accompagniamo come farmacia è proprio quello di fare informazione e cercare di trasmettere la cultura di questo tipo di terapia senza il pregiudizio che c’è sempre stato su questo tipo di pianta ed approfondendo i lati scientifici e le potenzialità. Noi siamo disponibili tutti i giorni per dare informazioni e fare consulenze; inoltre ogni venerdì mattina, su appuntamento abbiamo una dottoressa che visita i pazienti che necessitano questo tipo di cura. Il problema infatti è che molto spesso c’è un po’ di terrorismo sul paziente da parte dei medici di base che non sono incentivati a fare questo tipo di prescrizioni. Quindi ci siamo organizzati con un medico specialista di medicine integrate che visita dalle 9 alle 13 chi vuole provare questo tipo di terapia: l’opportunità almeno ci deve essere.

Ricordiamo a tutti i pazienti che la legge vigente in Toscana permette, dopo la prima prescrizione ospedaliera, che il trattamento a base di derivati della cannabis sia a carico del Sistema Sanitario Regionale.

Mario Catania

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