Cannabis, Associazione Coscioni: “Nelle Marche cure negate ai malati”

29/09/2015 16:05

Renato-biondini-associazione-luca-coscioniSono passati quasi 3 anni dall’approvazione della legge della Regione Marche che doveva disciplinare l’uso dei derivati della cannabis a scopo terapeutico, solo che non è mai stato emanato un regolamento attuativo, rendendo di fatto inutile la legge.

A denunciare la situazione ci ha pensato qualche giorno fa Renato Biondini (nella foto), segretario della cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni, spiegando che: “Con la cannabis si possono curare dolori da tumore, la Sla, la sclerosi multipla, alcune neuropatie (ad esempio quelle derivanti da schiacciamento delle vertebre), la stimolazione dell’appetito nei pazienti affetti da Aids. Non solo, può essere utile anche alla cura delle forme di dolore cronico refrattario di origine reumatologica (per esempio la fibromialgia), al morbo di Crohn, all’asma bronchiale, al glaucoma, ad alcune forme di epilessia resistenti ai farmaci, alla cura dell’ansia e dell’anoressia”.

Biondini racconta che dopo aver fatto una domanda specifica di accesso agli atti, “la Regione Marche ha dichiarato che l’unico farmaco derivato dalla cannabis che viene somministrato nelle Marche è il “Sativex”, si tratta di uno spray (orale), che viene impiegato per i sintomi di spasticità nei malati di Sclerosi Multipla, ma i prodotti della cannabis terapeutica sono molti altri che possono curare tante altre patologie”.

La richiesta di emanare un regolamento attuativo era già stata fatta, qualche mese dopo l’approvazione della legge stessa, da parte del consigliere regionale Raffaele Bucciarelli, che aveva anche sottolineato la necessità di “una specifica attività formativa in materia di farmaci cannabinoidi per il personale medico autorizzato”.

L’Associazione Coscioni va oltre chiedendo alla Regione “di emanare gli indirizzi per l’attuazione  della legge 1/2013, di fare attività di promozione, di informazione e formazione sulla cannabis per uso terapeutico, dando  la possibilità a molti malati di beneficiare di queste cure farmacologiche, che tra l’altro vanno a favore di persone che hanno delle gravi patologie croniche. Visto che le Marche, sulla cannabis terapeutica, sono indietro rispetto ad altre regione italiane come la Toscana, la Puglia e l’ Abruzzo, quanto si deve ancora aspettare per rispettare il diritto di cura dei malati? Visto la vastità del suo utilizzo e considerato che ci sono delle persone malate che chiedono di far uso di questi medicinali, cosa aspetta la Regione Marche ad applicare la  sua stessa legge?”

Redazione cannabisterapeutica.info

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