Cannabis terapeutica: un’interrogazione per “dare certezza normativa sull’uso della cannabis e dei suoi derivati”

26/10/2015 10:00

cannabisSe è vero che sono 11 attualmente le Regioni italiane che hanno approvato una legge regionale in materia per l’erogazione di farmaci a base di cannabis, è anche vero che la maggioranza non ha ancora pubblicato un regolamento attuativo dopo l’approvazione della legge, rendendo di fatto le leggi inapplicabili. Per la verità la cannabis a livello terapeutico è già legale in tutta Italia grazie a due decreti che hanno reso legale prima l’utilizzo del THC e poi dei derivati della pianta. La differenza è che la maggior parte delle leggi regionali rende il farmaco rimborsabile dal Sistema Sanitario Regionale, togliendo quindi la spesa dalle spalle dei pazienti.

Per far in modo che la legge venga applicata allo stesso modo in tutta la nostra penisola Beatrice Brignone, deputata che aderisce al gruppo misto con Possibile di Giuseppe Civati, ha depositato un’interrogazione parlamentare.

“Il Governo – si legge nell’interrogazione – nel 2014 ha dato il via libera all’uso della cannabis a scopo terapeutico ed è ora all’esame della Conferenza Stato-regioni il decreto del Ministero della salute che attribuisce al dicastero stesso le funzioni di “Organismo statale per la cannabis. Il passaggio normativo è obbligatorio secondo quanto previsto dalla Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e di fatto sancisce l’ufficializzazione della “cannabis di Stato”;

“l’Italia quindi, continua la parlamentare – sta per entrare a tutti gli effetti nella lista dei Paesi produttori di cannabis per uso medico e trattasi di un importante segnale perché viene riconosciuta la legalità della cannabis per uso terapeutico; le leggi regionali regolamentano l’utilizzo e l’erogazione a carico del sistema sanitario nazionale del farmaco cannabis all’interno del territorio, ma non tutte le regioni hanno questo tipo di regolamentazione, quindi grazie alla produzione nel nostro Paese del medicinale, questo entrerà a tutti gli effetti in tutte le regioni a far parte dei LEA (livelli essenziali di assistenza), cioè quelle prestazioni che dovrebbero essere erogate gratuitamente, o con un ticket in base alla fascia di reddito di chi richiede il trattamento, dal servizio sanitario nazionale; ad esempio, ai fini dell’utilizzo di questi farmaci derivati dalla cannabis, la regione Marche ha adottato una legge in materia, n. 1 del 2013 “Disposizioni organizzative relative all’utilizzo di talune tipologie di farmaci nell’ambito del servizio sanitario regionale”, ma si richiede un regolamento attuativo, che a distanza di quasi tre anni non è stato ancora adottato“.

La Brignone spiega poi come: “La certezza normativa sull’uso della cannabis e dei suoi derivati non può essere soggetto a tipologie di prescrizione differenziate nell’ambito delle diverse regioni, o avere indicazioni terapeutiche diversificate sul territorio nazionale”.
E, “considerata la vastità di utilizzo terapeutico della cannabis e tenuto conto delle numerose domande da parte di malati che hanno gravi patologie croniche di far uso di questi medicinali”, chiede di “assumere iniziative per: promuovere, informare e formare sull’uso della cannabis per uso terapeutico dando la possibilità a molti malati di beneficiare di tali cure farmacologiche; disciplinare in maniera chiara e uniforme, su tutto il territorio nazionale, l’erogazione dei prodotti derivanti dalla cannabis a scopo terapeutico”.

Redazione cannabisterapeutica.info

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