Cannabis in Lombardia: una legge che non c’è

11/03/2016 10:50

CannabisLa calendarizzazione della discussione della proposta di legge di iniziativa popolare per la cannabis terapeutica portata avanti dai Radicali è saltata a causa dell’arresto in febbraio di Fabio Rizzi, che era il presidente della commissione Sanità.

Nella regione più volte sbandierata come eccellenza della sanità nazionale insomma manca ancora una legge che disciplini i farmaci a base di cannabis e la discussione della nuova proposta di legge è stata bloccata da un arresto. Nel frattempo in regione è stato recepito il decreto del novembre 2015 del ministero della Sanità.

Le vicissitudini per avere una legge sulla cannabis terapeutica anche in Lombardia iniziano alla fine del 2013, quando il M5S deposita la proposta di legge dal titolo “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”. Legge che non è mai stata discussa né approvata. Per cercare di smuovere la situazione nel 2015 i Radicali hanno avviato una raccolta firme per presentare una legge di iniziativa popolare che garantisse in particolare l’accesso ai farmaci derivati dalla cannabis in modo che fossero mutuabili e quindi a carico del servizio sanitario regionale e che fossero prescrivibili anche a domicilio e non solo in ospedale. Le oltre 6mila firme raccolte sono state depositate presso il Consiglio regionale dove l’ufficio di presidenza ha accolto, all’unanimità, il progetto di legge. E ciò significa che il progetto di legge sarà discusso prima in commissione e, poi all’interno del Consiglio regionale. All’inizio di febbraio l’esponenete del M5S Iolanda Nanni aveva spiegato che: “Nei prossimi giorni invieremo una lettera al presidente della Commissione Sanità per chiedere che questa proposta sia abbinata al nostro progetto di legge: la Lombardia sia apripista”. Per capire cosa possiamo aspettarci nei prossimi tempi abbiamo sentito Barbara Bonvicini, tesoriere dell’associazione radicale Enzo Tortora e coordinatrice della campagna di firme a sostegno della legge.

“Avevamo iniziato i colloqui con i consiglieri regionali lunedì 15 febbraio, e purtroppo il 16 c’è stata la notizia dell’arresto di Fabio Rizzi, il presidente della commissione Sanità. E quindi abbiamo continuato i colloqui con i consiglieri, che sono tutti molto aperti alla discussione della legge. Il problema ovviamente è che la calendarizzazione sarà automatica ma dopo che sarà stata discussa in commissione, solo che attualmente la commissione Sanità, non avendo un presidente, è sospesa. La nomina del nuovo presidente sta tardando perché PD e M5S avevano proposto una mozione di sfiducia nei confronti della giunta, che è stata da poco respinta. Ora bisognerà vedere chi sarà designato come nuovo presidente e poi si potranno riprendere i lavori”.

Mario Catania

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