Israele: epicentro mondiale della ricerca sulla cannabis

18/03/2016 11:41

israele cannabisIsraele è certamente uno dei Paesi più avanzati dal punto del vista della cannabis in medicina. Dai 10mila pazienti ammessi ai vari programmi statali di cura attraverso la cannabis nel 2012, si è passati a 13mila l’anno successivo, per arrivare a 20mila nel 2015 con una prospettiva di 30mila pazienti entro il 2016. Nel 2014 il ministero della Sanità ha lanciato una campagna online in modo da rendere più agevoli le interminabili procedure burocratiche alle quali si devono sottomettere i pazienti per ricevere il farmaco. Qui è dal 1995 che viene stimolato il consumo medico e la crescita del numero dei pazienti ha contribuito ai grandi passi avanti fatti negli ultimi dieci anni dalla ricerca. Ambito favorito anche dalle autorità che incoraggiano gli studi scientifici sui farmaci cannabinoidi.

Gli specialisti del ministero della Sanità insegnano al paziente come utilizzare il farmaco, che si può fumare, inalare, ingerire assumere tramite gocce o anche con una crema cutanea. I medici che ne raccomandano l’uso sono oncologi, specialisti del dolore, reumatologi e talvolta anche i medici di famiglia possono prescriverne l’uso a pazienti che secondo loro non hanno altre possibilià di cura. I trattamenti servono a combattere problemi neurologici cronici come la sclerosi multipla, Parkinson, dolori cronici per malattie come il cancro, fibromialgie o amputazioni, ai quali si aggiungono problemi legati all’alimentazione come l’anoressia e altre complicazioni alimentari, dove la funzione della cannabis è quella di stimolare l’appetito.

Raphael Mechoulam è uno scienziato che lavora in Israele e che è stato in grado di isolare nel 1964 il THC. Il dottore, oggi 86enne, ha dedicato il resto della sua carriera allo studio della cannabis e dei suoi vari usi medici. Arrivando a pubblicare quasi 400 studi scientifici, 200 dei quali proprio sui cannabinoidi. Nel 1982 è diventata celebre una sua tesi che sostiene che se la cannabis fosse legale, sostituirebbe immediatamente il 10-20% di tutti i medicinali farmaceutici. Il laboratorio del dottor Mechoulam è stato protagonista di un’altra scoperta storica nel 1992, quando uno dei suoi colleghi è diventato il primo a scoprire una sostanza chimica simile al THC presente nel cervello umano che si chiama anandamide.
Nonostante i tentativi arrivati da più parti per offuscare la sua ricerca, anche l’ US National Institute on Drug Abuse (NIDA), gli ha dato il suo riconoscimento, dando al dottore il premio Discovery nel 2011 per il suo «straordinario lavoro nelle neuroscienze». Oggi, il dottor Mechoulam continua a lavorare a favore della ricerca sulla marijuana in medicina in Israele.

Era il 2013 quando un rabbino ortodosso di spicco della città israeliana di Mazkeret Batya, a sud di Tel Aviv, aveva emesso una sentenza religiosa che dichiarava la cannabis terapeutica come kosher e quindi conforme ai dettami religiosi che regolano la dieta e la nutrizione degli ebrei osservanti. E’ di poco tempo fa invece l’annuncio di un’azienda che presto offrirà i primi prodotti kosher certificati derivati dalla cannabis.

Israele è anche l’unico Paese in cui i riservisti dell’esercito in possesso di una prescrizione per la cannabis terapeutica sono da oggi autorizzati a proseguire la propria terapia anche durante il servizio. Accade perché nel Paese sono stati portati avanti diversi studi su come la cannabis possa aiutare i militari colpiti dal disturbo da stress post traumatico.

Oggi in Israele sono in corso diversi studi per capire meglio le potenzialità anti-cancro della cannabis. In uno studio in corso di cui sono stati pubblicati i risultati preliminari, i ricercatori stanno analizzando gli effetti di 50 differenti varietà di cannabis su 200 tipi di cellule tumorali.

La legge israeliana garantisce la possibilità di portare avanti ricerche e studi clinici sulla cannabis senza particolari limitazioni, mentre negli Usa la legge federale (che ancora classifica la cannabis come droga illegale negandone gli utilizzi terapeutici) rende difficile e piena di ostacoli burocratici la ricerca anche per le aziende che hanno sede negli stati che l’hanno legalizzata. Un vantaggio che imprenditori e ricercatori israeliani stanno mettendo a frutto per guadagnare un gap di know-how e tecnologia nei confronti dei concorrenti. E si tratta di un’operazione che a quanto pare sta riuscendo, visto che anche il Quartz, uno dei più influenti quotidiani online di economia e finanza, ha definito Israele come “l’epicentro del business della cannabis mondiale”, raccontando come sempre più grandi investitori stiano dirigendo il proprio denaro nel paese ebraico per finanziare le ricerche sulla cannabis.

Canna Tech Israel è stato il primo evento pubblico su tema cannabis terapeutica in Israele. Si è svolta il 5 febbraio del 2015 a Jaffa con l’obiettivo di far conoscere agli investitori le aziende biotecnologiche e farmaceutiche e quest’anno c’è stata la seconda edizione. Come raccontato su dolcevitaonline.it sono diverse le aziende che operano sul mercato e che si stanno aprendo a quello americano. Dalla  Syqe Medical, che ha sviluppato e brevettato un inalatore di cannabis high-tech attirando anche una sponsorizzazione di 20 milioni di dollari da parte della Philip Morris, alla Eybna che seleziona e sviluppa genetiche di cannabis su misura per disturbi specifici. Dalla Tikkun Olam, che si occupa di produrre varietà di cannabis senza Thc a scopo terapeutico, fino alla Kalytera, che sviluppa farmaci a base di cannabis per il trattamento dell’osteoporosi. Tutte aziende che si stanno ponendo come leader mondiali nei loro settori specifici.

Redazione cannabisterapeutica.info

Commenti su FB

commenti su facebook

Tags: