La disparità delle leggi danneggia i pazienti: interrogazione sulla cannabis

24/05/2016 11:37
La deputata del PD Gessica Rostellato in visita al CREA-CIN di Rovigo

La deputata del PD Gessica Rostellato in visita al CREA-CIN di Rovigo

La disparità delle leggi regionali in materia di cannabis danneggia i pazienti sia dal punto di vista economico, sia per ciò che riguarda la lista di patologie ammesse. Ci sono pazienti di “serie a” e pazienti di “serie b” solo per il fatto di risiedere in una Regione piuttosto che in un’altra. E’ una situazione che deriva dal decreto del 2007 con cui l’allora ministro della Salute Livia Turco riconobbe l’uso dei cannabinoidi in terapia demandando però alle Regioni di legiferare in materia. Attualmente, solo le regioni di Toscana, Puglia, Liguria e Veneto (ma in un solo caso) riconoscono pienamente la possibilità di fornire gratuitamente la cannabis uso terapeutico.

La situazione rimborso però o molto disomogenea in tutta Italia: al di là delle singole Regioni, alcune AUSL di varie Regioni permettono l’importazione dei cannabinoidi direttamente dall’Olanda richiedendo al paziente solamente il pagamento di una quota per le spese burocratiche di importazione e gestione della richiesta. La maniera certa per sapere se la propria AUSL di residenza rimborsa i cannabinoidi è contattarla direttamente e chiedere.

Diversa la situazione per le patologie per le quali la cannabis è prescrivibile. Se si parla di cannabis a carico SSR (Sistema Sanitario Regionale), la risposta è “per le sole indicazioni terapeutiche che la Regione ha accreditato come riconosciute“. Attualmente, gli utilizzi (corsa diversa dalle indicazioni terapeutiche) riconosciuti dal DM 9/11/2015 per la prescrizione gratuitamente a carico SSR sono: sclerosi multipla, dolore oncologico  e cronico, cachessia (in anoressia, HIV, chemioterapia), vomito e inappetenza da chemioterapici, glaucoma, sindrome di Tourette.

Ma ad ogni modo la cannabis terapeutica è disponibile in tutta Italia con prescrizione medica ed acquistabile nelle farmacie galeniche che la dispensano. Quindi, a pagamento, la cannabis è disponibile in tutta Italia “per qualsiasi patologia per la quale esista un minimo di letteratura scientifica accreditata“.

Ricapitolando: nelle Regioni che hanno legiferato in materia e pubblicato il regolamento attuativo è possibile ottenere cannabis terapeutica a carico del Sistema Sanitario Regionale ma solo per le patologie indicate dalla legge. La cannabis a pagamento è invece ottenibile in tutte le Regioni italiane dietro prescrizione medica per qualsiasi patologie per la quale esista letteratura scientifica accreditata.

Per cercare di risolvere questa situazione che non fa altro che danneggiare i pazienti, la deputata de PD Gessica Rostellato ha presentato il 20 maggio un’interrogazione parlamentare Al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, al ministro della Salute ed al ministro della Difesa. Si tratta di un’interrogazione a risposta in commissione per ricevere dunque una risposta in sede di commissione invece che in aula. A dicembre del 2015 invece c’era stata l’interrogazione urgente del senatore Alfonso Ciampolillo del Movimento 5 Stelle in merito al decreto allora approvato dal ministero della Salute, alla quale non è mai stata data risposta.
Qui sotto il testo della nuova interrogazione.

“Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

il Centro di ricerca per le colture industriali è strutturato con una sede centrale a Bologna e sedi a Rovigo e nel comune di Osimo. Nel complesso il Centro dispone di aziende agrarie, per un totale di circa 125 ettari, dotate di attrezzature per realizzare le principali attività sperimentali;

il CREA-CIN di Bologna svolge ricerche nel settore della genetica della biosintesi dei cannabinoidi in canapa (Cannabis sativa), determinando le sequenze geniche responsabili della diverse varianti chemotipiche esistenti, e mettendo a punto marcatori PCR per la selezione assistita per l’identificazione precoce del chemotipo, del sesso maschile nella canapa dioica, e per l’analisi della variabilità genetica dei materiali in collezione e presso la sua azienda sperimentale di Rovigo dal 2002 si svolgono ricerche sulle possibili applicazioni terapeutiche di linee di canapa dotate di profili specifici e puri di diversi cannabinoidi, utilizzabili nel settore farmaceutico con la selezione di decine di nuove varietà. Il Centro attualmente, nonostante l’altissimo apporto alla ricerca scientifica, non beneficia di alcun fondo dedicato a questo filone di ricerca, né tanto meno del supporto finanziario specifico da parte del Ministero che lo vigila Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ma mantiene integra la sua attività grazie a fondi europei, convenzioni con privati e collaborazione anche con ditte estere;

in data 18 settembre il Ministro della salute Beatrice Lorenzin e il Ministro della difesa Roberta Pinotti hanno presentato e sottoscritto pubblicamente un accordo di collaborazione per l’avvio di un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis allo scopo di garantire l’unitarietà nell’impiego sicuro di preparazioni magistrali di sostanze di origine vegetale a base di cannabis e di evitare il ricorso a prodotti non autorizzati, contraffatti, illegali o importati a caro prezzo dall’estero (Olanda) e, in sede di tavolo tecnico, si è ritenuto di dover affidare solo allo SCFM – Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze le operazioni di coltivazione, fabbricazione delle sostanze vegetale a base di cannabis;

a parere degli interroganti, sarebbe stato auspicabile la presenza anche del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al tavolo dell’accordo, in quanto Ministero deputato al controllo del CREA; la segnalazione più rilevante da porre all’attenzione è che la scelta delle sostanze da impiegare nel progetto pilota, non è stata fatta a seguito di dovute valutazioni cliniche e farmacologiche della preparazioni di origine vegetale a base di cannabis, ma è stata fatta in base al loro profilo chimico, simile a quello delle varietà provenienti dal Ministero della salute olandese (Bedrocan) attualmente usate dai pazienti;

il basso prezzo di vendita, deciso in sede ministeriale, del preparato medicinale a base di cannabis, non è in linea con la convenienza economica o con la prospettiva di dare slancio e sviluppo del programma sulla cannabis; esso risulta effettivamente più basso rispetto al prezzo europeo e tale margine così limitato di guadagno causerà verosimilmente l’interruzione del progetto per fallimento della parte produttiva ed imprenditoriale;

in tutto questo, i pazienti, tramite le loro associazioni, non hanno mai avuto la possibilità di essere auditi per potersi confrontare con i Ministeri presenti al tavolo sulle scelte relative alla formulazione dei preparati a base di cannabis, sugli sviluppi che ci potrebbero essere nel futuro e sulla realizzazione di trial clinici rivolti e confermare o verificare applicazioni terapeutiche delle diverse varietà di cannabis selezionate;

dagli studi condotti sull’uso medico della cannabis e dei suoi componenti (i cannabinoidi, come il THC) emerge oltretutto che, in altri Paesi d’Europa o in Canada, viene utilizzata per un ampia serie di disturbi quali, a titolo di esempio: spasticità secondaria da sclerosi multipla e altre gravi malattie neurologiche (SLA, morbo di Parkinson, corea di Huntington, danno spinale, spasticità da para-tetraplegia); dolore nel paziente oncologico (terapia del dolore); dolore cronico di origine neurologica; sindrome di Gilles de la Tourette; dolore post-operatorio; nausea e vomito da chemioterapia; anoressia da AIDS; malattia di Alzheimer; glaucoma; emicrania; fibromialgia; terapia citotossica antitumorale; malattie infiammatorie intestinali croniche (morbo di Chron, colite ulcerosa, colon irritabile, enteropatia da glutine); incontinenza urinaria, disturbi vescicali;

disturbi del sonno, apnee notturne; paura/ansia, disturbi da stress post-traumatico, depressione;

in Italia attualmente esiste un solo medicinale a base di estratti di cannabis sativa, disponibile sul territorio nazionale autorizzato all’immissione in commercio, indicato come trattamento per alleviare i sintomi a pazienti adulti affetti da spasticità, moderata o grave, dovuta a sclerosi multipla. Proprio questa ampia possibilità di impiego porterebbe a comprendere che sono necessari studi e ricerche più approfonditi per validare ulteriormente le diverse modalità di impiego e nel frattempo i pazienti potrebbero finalmente contribuire a dare supporto a questi studi –:

se il Governo non intenda, anche alla luce degli ultimi stanziamenti a favore della ricerca, assumere iniziative per destinare fondi adeguati anche per il CREA-CIN di Rovigo, vista l’importantissima opera di ricerca fornita;

se non si intenda, in occasione del prossimo tavolo tecnico, prevedere la possibilità di audire i pazienti tramite le loro associazioni in maniera tale da avere la possibilità di potersi confrontare con i Ministeri presenti al tavolo sulle scelte relative alla formulazione dei preparati a base di cannabis, sugli sviluppi che ci potrebbero essere nel futuro e sulla realizzazione di trial clinici al fine di verificare le applicazioni terapeutiche delle diverse varietà di cannabis selezionate;

se e quali iniziative si intendano assumere riguardo alla scelta, ad avviso degli interroganti, se non limitativa di un’imposizione monopolistica affidata al solo SCFM – Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che non permette di fatto le operazioni di coltivazione e di fabbricazione delle sostanze vegetali a base di cannabis anche ad altri soggetti già autorizzati a produrre sostanze stupefacenti;

se, alla luce degli studi condotti sull’uso medico della cannabis e dei suoi componenti principali (i cannabinoidi, come il THC) non si ritenga opportuno assumere iniziative per rivedere l’elenco delle patologie curabili attraverso l’uso terapeutico di sostanze a base di cannabis, come già previsto in altri Paesi europei, in Israele o in Canada, e fare in modo che tutti i pazienti a cui queste cure possono essere applicate ricevano lo stesso trattamento indipendentemente dalla regione in cui risiedono. (5-08741)”

Redazione cannabisterapeutica.info

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