Lombardia: sì alla sperimentazione della cannabis, in attesa della legge

03/08/2016 09:58

cannabisLa cannabis sarà al centro di una sperimentazione per SLA e sclerosi multipla finanziata dalla Regione Lombardia. E’ il risultato di un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, con la consigliera Iolanda Nanni come prima firmataria, che ha avuto l’effetto di spaccare la giunta Maroni: è passato con 34 voti favorevoli contro 32 contrari, grazie ai voti di Forza Italia e della lista Maroni che si sono sommati a quelli delle opposizioni in consiglio regionale.

E’ un risultato storico. E il voto del Consiglio, con la maggioranza in frantumi, chiarisce oltre ogni dubbio che la Lombardia è pronta per sperimentare i farmaci cannabinoidi. Ora il mandato alla Giunta regionale di trovare risorse per avviare la sperimentazione è limpido e scritto nero su bianco”, ha commentato Iolanda Nanni.

Il risultato è una buona notizia per i pazienti lombardi, in attesa che venga finalmente discussa la legge di iniziativa popolare, corredata da oltre 6mila firme, presentata dai Radicali grazie alle firme raccolte dall’associazione milanese Enzo Tortora lo scorso 28 gennaio. I lavori erano poi stati interrotti a causa dell’arresto a febbraio di Fabio Rizzi, ex senatore e presidente della commissione sanità in Regione Lombardia.

Chiediamo che la legge popolare venga discussa alla riapertura dei lavori del Consiglio a settembre“, ha sottolineato Marco Cappato, presidente di Radicali Italiani spiegando che: “Non solo i malati, ma tutti i cittadini, attendono che la Regione garantisca loro il diritto alla salute ed alla libertà di cura”.

Intanto il Pd ha presentato un nuovo progetto di legge regionale sulla cannabis, che dovrebbe prevedere la prescrizione di farmaci a base di cannabis per tutte le patologie previste dal decreto di fine dicembre 2015, ed estendere la rimborsabilità del farmaco, oltre che pre le prescrizioni effettuate in ospedale, anche per quelle effettuate dal medico di base.

Il Pd ha deciso di elaborare un nuovo testo probabilmente perché un progetto di legge di iniziativa popolare, a differenza di uno di iniziativa consiliare, non può essere modificato, ma approvato o respinto dall’aula. Un meccanismo che, spesso, come ha fatto notare Repubblica.it, in passato, ne ha determinato l’affossamento.

Redazione cannabisterapeutica.info

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