L’NFL cambia rotta: “Stiamo studiando la cannabis per i nostri giocatori”

11/11/2016 09:14

nfl-cannabisDopo le dichiarazioni di alcuni giocatori che denunciavano l’abuso di oppiacei nell’NFL – il campionato di football americano – per evitare di sentire i dolori durante le partite e chiedevano di poter utilizzare cannabis, qualcosa si sta muovendo.

L’associazione dei giocatori della NFL ha infatti rilasciato un report in cui spiega che condurrà degli studi per determinare se la cannabis possa fornire una valida alternativa agli oppioidi e ad altri prodotti farmaceutici.

“Stiamo cercando di risolvere la questione della gestione del dolore dei nostri giocatori,” ha spiegato George Atallah, assistente del direttore esecutivo degli affari esteri della NFLPA degli affari esteri, sottolineando che: “la direzione è quella di studiare la cannabis come antidolorifico”

In tutto, ora ci sono sette squadre NFL negli stati in cui la cannabis è legale anche dal punto di vista ricreativo. Ora la lega dovrebbe rivedere seriamente il suo programma sulle sostanze lecite in modo che i giocatori possano essere in grado di consumare cannabis per scopi medici. L’attuale contratto collettivo tra la Lega e il sindacato dei giocatori scadrà nel 2020.

Nel 2014 sono state alzate la soglia per i test sulla cannabis alzando il limite da 15 nanogrammi per millilitro a 35 ng/ml. Un test della NFL che trova un giocatore positivo per la cannabis può portare una vasta gamma di punizioni. Alla prima violazione in genere il giocatore viene sottoposto ad un programma per chi abusa di sostanze illecite, mentre ulteriori violazioni possono comportare una sospensione di quattro partite senza paga.

“In tutto il Paese le persone sono dipendenti dagli oppiacei, ed è quello che sta succedendo anche nei nostri spogliatoi”, aveva sottolineato Eugene Monroe, primo giocatore a denunciare il problema.
L’anno scorso è stata depositata una class action da parte di ex giocatori contro 32 squadre della NFL perché gli allenatori, i membri dello staff ed i medici avrebbero spinto sull’uso di antidolorifici per farli tornare presto sul campo. Il caso è stato trasferito alla corte federale nel distretto settentrionale della California.

Redazione cannabisterapeutica.info

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