Il Ministro Lorenzin nomina un tavolo d’urgenza per ridiscutere il prezzo della cannabis terapeutica

Il Ministro Lorenzin nomina un tavolo d’urgenza per ridiscutere il prezzo della cannabis terapeutica

Beatrice LorenzinLa clamorosa marcia indietro arriva appena sei giorni dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha convocato un tavolo tecnico con i farmacisti per ridiscutere il prezzo di vendita al dettaglio della cannabis terapeutica, dopo che lo stesso Ministero aveva deciso unilateralmente di abbassarlo a 9 euro al grammo.

La tariffa approvata dal ministero aveva provocato l'immediata protesta dei farmacisti, che denunciavano come il ministero imponesse di fatto di vendere la cannabis in perdita, visto che ogni farmacia paga la cannabis olandese circa 12 euro (9,90 euro + IVA) e quella italiana più di 8 euro (6,88 euro al grammo più IVA) oltre spese di trasporto che vanno dalle 15 alle 25 euro a lotto. Senza contare il lavoro necessario per le preparazioni galeniche. Una situazione della quale avevamo parlato pochi giorni fa in questo articolo.

Una misura, quella del ministero, che nei fatti anziché aiutare i malati rischiava di compromettere la disponibilità della cannabis nelle farmacie, visto che alcune di esse avevano già annunciato che non l'avrebbero più commerciata.

Oggi arriva il dietrofront, improvviso e maldestro quanto necessario. Il tavolo tecnico si occuperà di rivedere il prezzo di vendita in modo da renderlo sostenibile per i farmacisti. Rimane la magra figura del Ministero, che evidentemente ha approvato una norma senza sapere i dettagli della materia, imponendo un prezzo di vendita irrealistico, a meno che non si abbassi sensibilmente anche il prezzo di vendita al grammo da parte dell'unico produttore e grossista autorizzato per la cannabis medica italiana: l'Istituto farmaceutico militare di Firenze. Forse sarebbe stato meglio convocare un tavolo tecnico prima di legiferare per decreto e correre ai ripari dopo che il danno è stato fatto.

I nodi da affrontare, oltre a quello del prezzo imposto, saranno due: le tariffe nazionali dei medicinali e la questione dell'onorario del farmacista, posizione mai chiarita per la categoria da quando nel 2012 un decreto firmato dall’allora presidente Mario Monti aveva abolito le tariffe degli onorari professionali, liberaralizzandoli. “Per una sostanza in tariffa non si guarda al prezzo d’acquisto, succede anche per altri farmaci, il problema è che le tabelle non sono mai stata aggiornate dal 1993”, ci aveva raccontato il dottor Marco Ternelli.

Da ultimo verrà probabilemente esaminata la questione delle multe di oltre 8mila euro comminate a diverse farmacie per presunta pubblicità indiretta della cannabis, vietata dalla legge che regola gli stupefacenti. Il neo-presidente di Federfarma, il sindacato dei farmacisti, in un'intervista ci aveva spiegato che: "E’ vero che la legge vieta la pubblicità, ma è altrettanto vero che è necessario trovare il modo di far sapere al malato quali sono le farmacie a lui più vicine che allestiscono queste preparazioni e nelle quali può spedire la ricetta".

Fonte: dolcevitaonline.it

9 giugno 2017
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