La SIRCA scrive alla Lorenzin: “il prezzo a 9 euro limita l’accesso alla terapia”

13/07/2017 10:52

Una lettera indirizzata al ministero della Salute per chiedere di ritirare il decreto che fissa il prezzo di vendita della cannabis in farmacia a 9 euro, obbligando così i farmacisti a lavorare in perdita già sulla materia prima, senza contare il lavoro effettuato ed i macchinari molto costosi che servono per effettuare certe preparazioni e titolazioni.

A scriverla è la SIRCA, la società italiana di ricerca sulla cannabis fondata nel 2015 dal dottor Paolo Poli, già primario dell’unità operativa complessa di Terapia del dolore dell’ospedale di Pisa.

Nel documento si precisa innanzitutto che l’imposizione del prezzo, nata per consentire la disperazione “a costi adeguati”, “non tiene conto delle caratteristiche della cannabis, comportando l’insorgere di diverse problematiche che la base (medici, farmacisti e pazienti) ha subito evidenziato e che sin da subito andranno inevitabilmente a ripercuotersi sul soggetto che si voleva tutelare, ossia il malato”.

Poi viene ricordato al ministero della Salute che dall’Olanda vengono importate 5 varietà di cannabis con diverse percentuali di cannabinoidi e quindi adatte a diverse patologie, (che in farmacia viene pagata circa 12 euro al grammo, ndr), mentre in Italia ne produciamo solo una varietà, equivalente al Bediol olandese, (che il farmacista acquista a 8/9 euro al grammo con le spese di spedizione comprese, ndr).

Secondo la SIRCA l’imposizione del prezzo “comporta una ingiustificata e pericolosa incidenza soprattutto nel libero operato del medico“, oltre che “limitare il malato nella sua libertà di cura” . Infine viene prospettata la possibilità che le farmacie smettano di distribuire la cannabis o si limito a distribuire la varietà italiana.

E quindi, fino a che lo Stabilimento di Firenze non sia in grado di produrre tutte le varietà che oggi importiamo dall’Olanda, la SIRCA chiede di sospendere il decreto che fissa prezzo di vendita per la cannabis a 9 euro in farmacia.

Se il ministero non dovesse sospenderlo, rimane l’ultima possibilità e cioè la strada delle vie legali con la possibilità di fare ricorso.

Redazione di cannabisterapeutica.info

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