L’OMS rivede lo stato della cannabis nei trattati internazionali

19/06/2018 10:29

Settant’anni dopo la fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948, il comitato OMS di esperti sulla tossicodipendenza ha iniziato ad analizzare i danni e i benefici della cannabis per la salute.

È probabile che le loro conclusioni cambino le leggi internazionali. Il 40esimo incontro dell’ECDD (Comitato di esperti sulla dipendenza dalle droghe) è iniziato con l’audizione di pazienti, medici ed esperti del settore e rappresentanti di organizzazioni non governative, come l’associazione italiana Luca Coscioni.

“L’Italia non ha partecipato alla fase di pre-revisione, eppure da 10 anni aggiorna continuamente il proprio quadro normativo sulla “cannabis terapeutica”; vedremo se il sedicente ’Governo del Cambiamento” saprà cogliere questa occasione storica”, ha detto Marco Perduca, che ha partecipato all’audizione.

Negli anni ’50 l’OMS ha dato il via libera all’inclusione della cannabis nei severi programmi di controllo delle droghe da parte delle Nazioni Unite. Questi programmi classificano la cannabis e i suoi derivati come “particolarmente soggetti ad abusi e a fornire effetti negativi” con “pochi o pochissimi effetti terapeutici“.

La cannabis è attualmente inserita nella Tabella I (altamente additiva e soggetta ad abuso) e nella Tabella IV (sostanze incluse nella Tabella I raramente utilizzate nella pratica medica) della Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961.

Una vera revisione scientifica formale della Cannabis non è mai stata fatta, sebbene l’OMS, per mandato, sia stata responsabile sin dagli anni ’60 dell’esecuzione di valutazioni del rischio di tutte le sostanze che creano dipendenza o potenziale di abuso e, inoltre, sia incaricata dal 2000 di aggiornare le sue revisioni ogni 20 anni.

Per giungere a una decisione finale dovranno essere studiati gli aspetti chimici, farmacologici, tossicologici, epidemiologici nonché gli usi terapeutici della pianta.

Redazione di cannabisterapeutica.info

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