FM1: arriva in farmacia la cannabis italiana ad alto contenuto di THC

25/07/2018 13:38

La prima cannabis italiana ad “alto” valore di THC è arrivata nelle farmacie. Si tratta della seconda varietà prodotta a Firenze presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare e prende il nome di FM1. Se la prima varietà prodotta, la FM2, ha un quantitativo di THC compreso tra il 5 e l’8% e di CBD tra il 7 e il 12%, la nuova varietà contiene meno dell’1% di CBD e THC per un valore tra il 13 ed il 20%. Inizialmente pensata per sostituire il Bedrocan, la varietà olandese che ha un contenuto di THC del 22%, in realtà ha un contenuto di THC più blando della concorrente olandese.
Tra le principali problematiche che sono subito state segnalate da medici e pazienti, il fatto che il range del THC sia molto variabile e che si presenti in forma triturata e non con il fiore intero.

Intanto, visto la carenza di cannabis che continua a creare non pochi problemi a medici e pazienti, il ministro della Salute Giulia Grillo, ha da poco annunciato che: “Crescerà considerevolmente per l’Italia l’import di cannabis terapeutica dall’Olanda, il principale produttore europeo di questa sostanza”. In una nota è poi stato specificato che: “il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha scritto al ministro della Salute olandese, Hugo De Jonge, per chiedere l’invio di ulteriori 250 kg del prodotto, in aggiunta ai 450 kg già concordati sia per il 2018 che per il 2019. Oltre il 50% in più. Il quantitativo totale del medicinale importato dai Paesi Bassi sarà dunque di 700 kg per entrambi gli anni. In aggiunta alla produzione nostrana, in crescita, dell’Istituto Chimico Farmaceutico militare di Firenze e all’importazione dalla Germania”.

Per capire meglio la situazione abbiamo contattato il dottor Marco Ternelli, farmacista esperto di settore, che da anni dispensa cannabis presso l’omonima farmacia a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia.

“Questo primo lotto è intorno al 14% di THC, anche se si era sempre parlato di una cannabis intorno al 19%, perché quando si parlò per la prima volta di questa cannabis, che allora si chiamava appunto FM19, era stata pensata in sostituzione del Bedrocan che allora aveva il appunto il 19% di THC”, racconta Ternelli sottolineando che:  “Nel frattempo il Bedrocan è arrivato il 22% e la FM19 venne abbandonata per sviluppare la FM2”. Il problema fondamentalmente è l’ampia variabilità, perché dal 13 al 20% significano 9 punti percentuali, una bella differenza. “Il primo lotto che ha il 14% è paragonabile al Bedica olandese per concentrazione di THC, anche se è una varietà indica mentre l’italiana è una sativa”.

Quindi non è un sostitutivo del Bedrocan, è una qualità in più a disposizione dei medici?
Praticamente sì: l’FM19 doveva esserlo, ma l’FM1 attualmente non può esserlo. Poi magari arriverà un lotto di FM1 con il THC al 19% che si avvicina molto. Un’altra a cui si avvicina quella attuale è il Bedrobinol, che ha il 12% di THC e CBD inferiore all1% come l’FM1, in più sono entrambe varietà a predominanza sativa. Anche se attualmente il Bedrobinol non viene molto prescritto e attualmente non vedo i motivi per cui un medico dovrebbe passare da un Bedrocan ad una FM1.

Come livelli di forniture di cannabis?
Non siamo messi bene. A livello di importazione abbiamo 450 chili dall’Olanda, ai quali andranno sommati i 250 chili appena chiesti dal ministro Grillo (che se arriverà sarà disponibile verso settembre) perché ci si è resi conto che non ce n’è abbastanza. Poi c’è quel prodotta in Italia, che per il 2018 sarà cui 150/200 chili, più i 100 chilogrammi dell’importazione straordinaria. In teoria quindi dovremmo essere quasi a 1000 chilogrammi totali. Di fatto ad oggi ciascun fornitore in Italia, e sono 6, può avere al massimo 3,5 chili al mese per la distribuzione privata, più altri 15 al mese per la distribuzione ospedaliera.

Siamo ancora lontani dal soddisfare il fabbisogno…
I fornitori hanno delle code lunghissime: alcuni hanno dichiarato di avere arretrati che vanno dai 50 agli oltre 120 chilogrammi. Per fare un paragone Pedanios, la sussidiare tedesca dell’azienda canadese Aurora, quest’anno in Germania distribuirà 1500 chilogrammi su un mercato stimato in 4-6 tonnellate.

Mario Catania

Commenti su FB

commenti su facebook

Tags: