Nel marzo 2019 si voterà la riclassificazione della cannabis all’OMS

31/10/2018 12:10

Settant’anni dopo la fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948, il comitato OMS di esperti sulla tossicodipendenza si appresta a cambiare la classificazione della cannabis a livello internazionale.

Negli anni ’50 l’OMS ha dato il via libera all’inclusione della cannabis nei severi programmi di controllo delle droghe da parte delle Nazioni Unite. Questi programmi classificano la cannabis e i suoi derivati come “particolarmente soggetti ad abusi e a fornire effetti negativi” con “pochi o pochissimi effetti terapeutici“.

La cannabis è attualmente inserita nella Tabella I (altamente additiva e soggetta ad abuso) e nella Tabella IV (sostanze incluse nella Tabella I raramente utilizzate nella pratica medica) della Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961.

Una vera revisione scientifica formale della Cannabis non è mai stata fatta, sebbene l’OMS, per mandato, sia stata responsabile sin dagli anni ’60 dell’esecuzione di valutazioni del rischio di tutte le sostanze che creano dipendenza o potenziale di abuso e, inoltre, sia incaricata dal 2000 di aggiornare le sue revisioni ogni 20 anni.

Quest’anno si è tenuto il 40esimo incontro dell’ECDD  (Comitato di esperti sulla dipendenza dalle droghe)  con l’audizione di pazienti, medici ed esperti del settore e rappresentanti di organizzazioni non governative, come l’associazione italiana Luca Coscioni.

Il comitato ha riconosciuto l’incoerenza della classificazione della pianta di cannabis nella Tabella IV della Convenzione del 1961. Il prossimo passaggio avverrà durante la 41esima riunione dell’ECDD dal 12 al 16 novembre 2018 in cui sarà portata a termine la parte finale della nuova valutazione della cannabis, la cosiddetta revisione critica.

Il passo definitivo avverrà nel marzo 2019, quando i paesi voteranno le raccomandazioni OMS durante la riunione della Commissione sugli stupefacenti, un organo delle Nazioni Unite. I 53 paesi deputati al voto dovranno essere convinti ad adottare le raccomandazioni dell’OMS. Sarà essenziale esercitare pressioni sui governi a livello nazionale per consentire cambiamenti della Convenzione.

Redazione di cannabisterapeutica.info

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