E’ arrivato il primo CBD di grado farmaceutico

10/01/2019 11:23

Il primo cannabidiolo in cristalli considerato di grado farmaceutico è nato in Svizzera ed ha visto la luce dopo un lungo percorso regolatorio seguito dalle autorità sanitarie elvetiche.

Parliamo del CBD prodotto da Crystal Hemp, attualmente distribuito da Fagron, leader a livello mondiale della medicina personalizzata, che già distribuisce in Europa e in Italia le infiorescenze della Bedrocan prodotte in Olanda.

Dopo l’approvazione dell’Epidiolex in USA, il primo farmaco a base di CBD, questo l’ennesimo passo fatto nella creazione di prodotti standardizzati che, seguendo l’iter di produzione dei farmaci, sono controllati e sicuri per i pazienti in ogni loro passaggio.

“Come Fagron ci occupiamo di identificare terapie non facilmente reperibili o irreperibili sul mercato, che sono tagliate sull’esigenza del paziente”, racconta Marcello Bergamini, responsabile dell’azienda per l’Europa. Questo è avvenuto perché l’azienda da tempo è in contatto con diversi gruppi di pazienti e medici che utilizzano il CBD in molte patologie e in diverse patologie rare, cioè quelle malattie relative a gruppi di pazienti molto inferiori all’1% a livello di incidenza all’interno del paese e per i quali molto spesso non esistono dei rimedi standardizzati. “Noi siamo in grado di formulare una specifica prescrizione per un determinato paziente e da poche settimane siamo la prima società al mondo ad aver messo sul commercio un prodotto di derivazione della cannabis, il CBD, di grado farmaceutico”.

Ad oggi c’erano diverse forme sul mercato di CBD, “ma nessuna di queste di qualità farmaceutica e quindi senza una filiera certificata che garantisse che il prodotto potesse avere caratteristiche di qualità e ripetibilità adatte per fare un farmaco”, spiega Bergamini sottolineando che: “La molecola è stata messa a punto da Crystal Hemp che ha sviluppato il prodotto, mentre noi abbiamo seguito la parte regolatoria e distributiva”.

La distribuzione del CBD da parte di Fagron è già iniziata ed è oggi presente nelle farmacie galeniche italiane che si dedicano alla preparazione indicata dal medico. “Quello che noi facciamo come Fagron è aiutare il medico a formulare quelle sostanze che, o per necessità di un dosaggio particolare che non è presente nei prodotti commerciali, o perché c’è bisogno di una forma farmaceutica che non presente sul mercato, oppure ancora perché il paziente non è in grado di assumere un prodotto già presente, facendo in modo che il farmacista possa creare il preparato cercando una personalizzazione per quel paziente”.

Il CBD distribuito da Fagron “può quindi essere utilizzato o per la preparazione galenica, oppure per un prodotto finale, da immettere sul mercato come prodotto registrato, ma l’iter di registrazione è molto più lungo perché bisogna passare attraverso le fasi 1, 2, 3 e 4 che di solito prendono molto tempo e grandi investimenti dalle aziende farmaceutiche”.

Fagron inoltre già distribuisce nei paesi autorizzati le infiorescenze di cannabis autorizzate dai vari ministeri della Sanità dei paesi in cui opera. Ad esempio in Italia distribuisce le infiorescenze prodotte dalla Bedrocan e che vengono importate dall’Olanda e consegnate alle farmacie.

Per il futuro della medicina a base di cannabis Bergamini vede due soluzioni: “da un lato la possibilità per una particolare patologia di formulare un farmaco ad hoc con una concentrazione dei derivati della cannabis, dall’altra parte, la cannabis come materia prima, o il CBD, che servono a formulare delle prescrizioni personalizzate del medico a seconda delle diverse caratteristiche del paziente o situazioni particolari in cui un farmaco non possa essere somministrato”.

Mario Catania

 

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