Fibromialgia e cannabis: sempre più evidenze cliniche e scientifiche su efficacia e tollerabilità

Marzo 23 2021 | altre patologie, Studi scientifici

“Fibromialgia? Vi dice qualcosa? perché a me fino ad una decina di anni fa non mi diceva proprio niente! Poi è stato il mio corpo a dirmi tanto…tanto dolore da non poterne più, da perdere il sonno, da perdere la voglia di fare qualsiasi cosa e  a volte da spegnermi il sorriso. Mi cominciai a sentire strana, diversa, mi fecero sentire pazza, depressa o ansiosa o semplicamente sfortunata finché non incontrai il medico che mi fece quella “strana” diagnosi: fibromialgia. Sulla carta non faceva paura come nella vita, “che nome stupido, pensai, per una sindrome che mi fa stare così male“! E adesso che faccio? Perchè questa sindrome male ti fa stare, e tanto! Oltre i dolori articolari devastanti, l’insonnia perenne, devi combattere ogni giorno con sintomi sudboli di una malattia che ha tantissime sfaccettature e che spesso portano a confondere il tuo stato fisico con quello psicologico mettendoti ancora di più in uno stato di confusione. Trovando sulla strada chi pensa che tu sei “solo” una depressa o ansiosa e che la fibromialgia non esista e quindi ti imbottiscono di farmaci che spesso non ti risolvono il problema ma ti tolgono solo la voglia di vivere che hai sempre avuto. Iter lunghissimi, di studi medici in studi medici, incontrando chi ti ascolta e chi ti prende solo per pazza, chi tenta di curarti con fantasiose terapie e chi ti imbottisce di psicofarmaci devastandoti ancor di più. La fibromialgia è una malattia che diventa sociale perchè coinvolge anche la nostra famiglia, e spesso mi sento in colpa con i miei famigliari per non riuscire a fare più tante cose e per questo il circolo vizioso rende tutto ancora più terribile. Anni fa mi misi alla ricerca di terapie alternative che mi potessero aiutare, iniziai con le terme seguite da fisioterapisti e reumatologi che considerano la fibromialgia come malattia non da “curare”, perchè cura non esiste, ma da trattare per avere una vita più sopportabile, e da tempo utilizzo, seguita da alcuni medici la cannabis terapeutica. Non posso dire di essere guarita, perchè non si guarisce, ma la qualità di vita è migliorata, riesco a dormire di nuovo, a controllare il dolore e rendere la mia vita vivibile. Per alcuni potrà non sembrare tanto, per me è tutto.’’

Da questa toccante testimonianza di Elisabetta Biavati, capiamo come la fibromialgia, una patologia ad oggi ancora non del tutto conosciuta possa essere debilitante per la vita del paziente.

Cannabis e sintomi della fibromialgia

Sempre più studi stanno dimostrando un’efficacia importante dei preparati a base di cannabinoidi nel trattamento dei numerosi sintomi che accompagnano questa patologia.

Depressione, dolori generalizzati, cefalea ed estrema sensibilità al tatto sono solo alcuni dei tanti sintomi che accompagnano i tanti pazienti affetti da fibromialgia. I preparati a base di cannabis contenendo principi attivi come THC e CBD vanno a stimolare i recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide mitigando questa sintomatologia. La stimolazione di questi recettori regolerebbe il rilascio di neurotrasmettitori quali dopamina e glutammato, responsabili anche della sintomatologia algica.

Spesso viene prescritta una formulazione oleosa di Cannabis contenete sia THC sia CBD che garantisce una più duratura copertura e una minore insorgenza della sintomatologia. C’è ancora tanto da scoprire, ma in molti casi clinici vediamo come questa terapia faccia tornare i pazienti a riappropriarsi della loro vita.

Gli studi scientifici su cannabis e fibromialgia

In uno studio di revisione retrospettiva del 2018 pubblicato sul Journal of Clinical Rheumatology il coautore Dr. George Habib ha anche scoperto che la cannabis medica era un efficace trattamento alternativo per la fibromialgia.

In un altro studio pubblicato all’inizio del 2019 su Pain la cannabis standardizzata di grado farmaceutico con un alto contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) si è rivelata efficace nel trattamento del dolore muscolo-scheletrico causato dalla fibromialgia.

“I nostri dati indicano che la cannabis medica potrebbe essere un’opzione terapeutica promettente per il trattamento della fibromialgia, in particolare per coloro che hanno fallito le terapie farmacologiche standard. Dimostriamo che la cannabis terapeutica è efficace e sicura se titolata lentamente e gradualmente ”, ha concluso un altro studio, pubblicato a giugno 2019 sul Journal of Clinical Medicine.

Nel febbraio del 2020 i ricercatori dell’Unità di Reumatologia dell’Ospedale Universitario Luigi Sacco di Milano, hanno pubblicato uno studio condotto su 102 pazienti affetti da fibromialgia, dei quali 66 hanno continuato il trattamento per il periodo di 6 mesi. I risultati pubblicati su Clinical and Experimental Rheumatology hanno mostrato un significativo miglioramento clinico della qualità del sonno (44% dei pazienti), miglioramenti moderati nell’ ansia (42,4%) e nella depressione (50%). Per quanto riguarda il dolore, lo studio ha mostrato che 31 dei 66 (47%) partecipanti hanno ridotto o cessato i trattamenti analgesici.

A novembre 2020, invece, uno studio clinico brasiliano pubblicato su Pain Medicine ha confermato l’efficacia della cannabis nel trattamento della fibromialgia. “L’impatto dell’intervento sulla qualità della vita nei partecipanti al gruppo trattato con cannabis era evidente, riportando maggior benessere e più energia per le attività della vita quotidiana. Anche gli attacchi di dolore sono stati ridotti, hanno scritto i ricercatori.

Matteo Mantovani – Project manager presso la farmacia San Carlo e consulente Teraphi

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