Una legge per l’autoproduzione di cannabis, per Walter e per tutti gli altri pazienti

Marzo 26 2021 | Legislazione ed economia, Storie

È aperta in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati una discussione relativa alla modifica dell’articolo 73 del Testo Unico Stupefacenti. In vista delle proposte di legge, le associazioni, i privati e i professionisti coinvolti nella campagna Meglio Legale lanciano un appello: è importante legalizzare l’autoproduzione di cannabis per rispettare e tutelare il diritto alle cure dei pazienti che ne hanno bisogno e dei consumatori più in generale, togliendo una fetta di mercato alle mafie.

La proposta di legge a favore dell’autoproduzione legale

Il consumo di cannabis terapeutica in Italia è consentito per legge dal 2007, ma il fabbisogno dei pazienti è superiore alla produzione e alle quantità derivate dall’importazione autorizzata della sostanza, motivo per cui moltissimi pazienti italiani non hanno accesso al farmaco. 

Anche per questo motivo, in vista della modifica dell’articolo 73 del Testo Unico Stupefacenti, molte realtà spingono per l’introduzione di pene di più lieve entità e per decriminalizzare la condotta della coltivazione domestica. A questa proposta, firmata da Riccardo Magi, deputato di +Europa, si oppone quella di Riccardo Molinari, rappresentante della Lega.

Tra le conseguenze positive della proposta di legge Magi anche alcuni aspetti sociali ed economici: una minore pressione sulle forze dell’ordine e sul sistema giudiziario, per esempio, ma anche la separazione tra il mercato delle droghe leggere e quello delle droghe pesanti, il consentire a chi consuma di non rivolgersi alla criminalità organizzata, la riduzione del numero dei detenuti e, ultimo, ma non meno importante, la possibilità di chi ne fa uso per scopi terapeutici di potersi curare.

L’azione di Meglio Legale

Tra le realtà che supportano la proposta di legge Magi anche Meglio Legale, che da un anno si pone come ponte tra istituzioni e cittadini per aprire un dibattito e discutere i temi riguardanti la legalizzazione della cannabis e che, attraverso il sito iocoltivo.eu, ha lanciato un appello al Presidente Mario Perantoni e a tutti i membri della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

“In questi mesi abbiamo seguito con attenzione i lavori della Commissione Giustizia relativamente alle proposte di legge di modifica dell’articolo 73 del Testo unico stupefacenti”, si legge nell’appello lanciato dalla campagna Meglio Legale. “Crediamo che, anche in questo momento, sia importante tenere aperto il dibattito sul tema della cannabis: perché riguarda l’economia, la salute, la possibilità di impresa, la giustizia e la lotta alle mafie”. 

Meglio Legale è in prima linea anche nel caso Walter De Benedetto, tra i più significativi in termini di cannabis e diritto alle cure nel nostro paese. 

Cannabis terapeutica: la storia di Walter De Benedetto

Affetto da una grave forma di artrite reumatoide, Walter De Benedetto aveva deciso di coltivare autonomamente la cannabis per supplire alle lacune del sistema sanitario che gli impedivano di ottenere la quantità di cannabis medica per la quale era in possesso di regolare prescrizione. È per questo che è stato imputato di coltivazione di sostanza stupefacente in concorso. una storia che ha causato un grande movimento della società civile e che ha visto prima un appello diretto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, poi la disobbedienza civile di Riccardo Magi che gli ha donato la cannabis che aveva coltivato nel corso di Iocoltivo, e infine un digiuno a staffetta organizzato da diverse realtà proibizioniste. 

Il 23 febbraio Walter De Benedetto è comparso al Tribunale di Arezzo per l’udienza preliminare accompagnato in ambulanza a causa delle sue gravissime condizioni. Ora  l’udienza è stata rinviata al 27 aprile 2021, data in cui il paziente interverrà per raccontare la sua condizione. “Sono già incarcerato dentro un corpo, ma dove vado più”, ha sottolineato in un’intervista a Dolce Vita. “Nel mio cuore e nella mia coscienza, ho agito nel giusto”, racconta infatti riguardo alla cannabis che aveva coltivato per curarsi sottolineando che: “Per fortuna ce l’abbiamo fatta ad aprire un canale, e voi venitemi dietro!”. Il riferimento è all’appello per la legge sull’autoproduzione, che è possibile firmare dal sito www.iocoltivo.eu

“Chiediamo una giustizia equa, un giudizio che valuti il singolo caso”, ha spiegato Claudio Miglio, avvocato di De Benedetto. “Il caso di Walter De Benedetto merita un’attenzione particolare. Il principio espresso dalle Sezioni Unite nel dicembre del 2019 che prevede l’irrilevanza penale dell’uso personale deve essere applicata a questo caso nonostante la quantità sequestrata non fosse modica. Walter ha una necessità evidente, ci auguriamo che il tribunale giudichi la sua condotta come lecita e necessitata dalle sue condizioni di salute.”

Martina Sgorlon