Studio: in Usa molti pazienti sostituiscono i farmaci convenzionali con la cannabis

24/09/2015 15:11

Antidolorifici vs cannabisI pazienti che in America hanno accesso alla cannabis terapeutica in modo legale, riducono il consumo di farmaci convenzionali. E’ quello che emerge da un recente studio, basato su una revisione demografica, effettuato dai ricercatori del Medical Marijuana Research Institute di Mesa (Arizona) e pubblicato online sul Journal of Psychoactive Drugs.

I ricercatori hanno analizzato le risposte ai questionari di 367 pazienti reclutati da 4 dispensari di cannabis terapeutica dell’Arizona. Gli intervistati erano in prevalenza maschi con un’età media di 40 anni. La maggioranza dei pazienti ha scritto di utilizzare la cannabis per trattare i sintomi del dolore cronico, spasmi muscolari, nausea, ansia, artrite, depressione, mal di testa, insonnia e stress. In generale hanno risposto che la cannabis ha fornito loro “un grande sollievo” o “sollievo quasi completo” dai loro sintomi e che la sua efficacia era maggiore di quella dei farmaci più convenzionali.

Oltre il 70% degli intervistati ha dichiarato di utilizzare altri farmaci “un po’ meno spesso” o “molto meno frequentemente” per 24 delle 42 condizioni specificate. Oltre il 90% di coloro che hanno segnalato il consumo di cannabis per attenuare i sintomi di nausea, mal di testa, spasmi muscolari, fibromialgia, problemi intestinali e dolore cronico ha ammesso di aver utilizzato prodotti farmaceutici meno frequentemente una volta che avevano iniziato la terapia a base di cannabis.

Come ricorda Paul Armentano, direttore dell’associazione NORML, sul The Daily Chronic “Dati scientifici rilevanti di pazienti che usano la cannabis sono stati precedentemente pubblicati e segnalano la disponibilità dei soggetti a sostituire la prescrizione di farmaci, in particolare oppioidi, con la cannabis”. Uno studio pubblicato a luglio dal National Bureau of Economic Research, ha riferito che: “Gli Stati che permettono i dispensari di cannabis medica sperimentano una diminuzione relativa sia nelle dipendenze da oppiacei che nelle morti per overdose da oppiacei rispetto agli Stati che non lo fanno”.
Un altro studio pubblicato a luglio spiega che: “Il THC ha ridotto i gravi sintomi di astinenza da oppiacei e favorito un miglior trattamento della dipendenza”.

E anche i dati pubblicati nel 2014 sul Journal of American Medical Association (JAMA) Internal Medicine arrivano alla stessa conclusione,”Gli Stati con leggi sulla cannabis medica hanno avuto un tasso di mortalità del 24,8% più basso nella media annuale di overdose da oppiacei, rispetto agli Stati senza leggi sulla cannabis medica”.

Redazione cannabisterapeutica.info

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