Terpeni ed effetto entourage: gli aromi medicinali della cannabis

28/10/2014 17:40

Img 1I terpeni sono la classe di sostanze chimiche con il più vasto assortimento di odori e sapori. Contribuiscono in modo determinante alla qualità di frutta e verdura e sono coinvolti nella sintesi di sostanze biochimiche diverse come vitamine, ormoni, oli e cannabinoidi.

Per le piante sono anche difese contro aggressioni ambientali, pesticidi naturali e mezzi di comunicazione per attrarre o repellere insetti impollinatori. Le erbe utilizzate in cucina contengono ciascuna il suo particolare profilo terpenico. Nella cannabis i terpeni sono prodotti nei tricomi insieme agli altri cannabinoidi e costituiscono il 10-20 percento degli oli estraibili dalla pianta. La produzione di terpeni varia notevolmente con le condizioni ambientali, anche all’interno di una stessa varietà.

La cannabis è fra le piante con la più grande complessità di terpeni e le sue combinazioni aromatiche e terapeutiche sono infinite. Gli aromi che noi percepiamo e che variano durante la fioritura e l’essiccazione sono quelli di pino, frutti di bosco, agrumi e spezie, ma anche formaggio, gasolio e mille altri. I terpeni estratti dalle piante sono i componenti più importanti degli oli essenziali utilizzati in fitoterapia, alimentazione e cosmetica.

Il risultato della combinazione fra terpeni, e fra terpeni e cannabinoidi è chiamato effetto entourage, ed è dimostrato da numerosi studi scientifici che può modificare significativamente l’azione dei principali principi attivi, THC e CBD. I primi studi risalgono al 1974, mentre le ricerche più recenti e accreditate sono dello studioso Ethan B. Russo. Alcuni terpeni si legano con neurotrasmettitori come i recettori CB1 e CB2, influenzando diverse funzioni del nostro organismo e la sua risposta ad agenti esterni. Altri sembrano modificare la permeabilità delle cellule modulando, ad esempio, l’assimilazione del THC. Altri ancora interagiscono con il rilascio di dopamina e serotonina.

Fra gli effetti dei terpeni attualmente allo studio troviamo le proprietà  antimicrobiche, antiossidanti, anticancerogene, analgesiche, antinfiammatorie, antidepressive, sedative. L’effetto entourage spiega il motivo per cui l’infiorescenza o l’estratto di cannabis risulta più efficace rispetto ai cannabinoidi sintetici ma i freni posti finora alla ricerca sulla cannabis hanno impedito di conoscere a fondo le sinergie fra terpeni e cannabinoidi. Alcuni produttori di estratti, selezionatori di varietà e sementieri hanno recentemente cominciato a pubblicare le analisi sui profili terpenici dei propri prodotti e non solo quelle sui cannabinoidi. Studiosi e operatori del settore sono concordi nel consigliare ai pazienti la ricerca dei profili terpenici più adatti alla propria condizione e affidarsi a quelli piuttosto che ai nomi delle varietà. Concludiamo rilevando che, con eccezione per le cultivar ad alto contenuto di CBD, le proporzioni fra THC e i cannabinoidi minori sono generalmente simili fra i diversi ceppi. La differenza negli effetti medicinali e psicoattivi deve quindi provenire in gran parte dal rapporto fra THC e profilo terpenico.

Per approfondire:
Il limonene, un terpene terapeutico e industriale

β-cariofillene: un terpene per trattare ansia e depressione

Stefano Mariani

Pubblicato sulla rivista Cannabis terapeutica, n°2 – settembre/ottobre 2014 

 

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