Cannabis terapeutica: in Cile la più grande piantagione del Sud America

03/11/2015 06:51

Il governo cileno ha approvato la piantagione di cannabis a scopo terapeutico più grande del Sud America. Si tratta di circa 7mila piante che verranno utlizzate per ottenere farmaci a base di cannabis per pazienti oncologici, pazienti con epilessia refrattaria ai trattamenti tradizionale, o che soffrano di dolori cronici. La Fondazione Daya, responsabile del progetto, spera in tal modo di poter curare circa 4mila pazienti: si stima che i prodotti derivati saranno sul mercato a partire dal 2017.

Il governo cileno il 9 ottobre scorso ha autorizzato la vendita in farmacia dei medicinali derivati dalla cannabis; per l’acquisto servirà la ricetta di uno specialista. Prima dell’autorizzazione la vendita di tali medicinali era vietata e occorreva chiedere alle autorità sanitarie un permesso di importazione. Attualmente la cannabis è considerata in Cile una droga pesante, il cui spaccio e consumo è passibile di condanna penale, mentre una legge per permettere l’uso a fini terapeutici e ricreativi della cannabis è attualmente in discussione in Parlamento.

I prodotti saranno sviluppati nel laboratorio Knop e nell’Istituto di Salute pubblica, utilizzando ogni parte della pianta; secondo la Fondazione Daya si tratta di un’intesa tra pubblico e privato che sarà in grado di sviluppare un prodotto a basso costo e il progetto “permetterà di avanzare nella ricerca e scoperta delle sue applicazioni terapeutiche”, ponendo il Cile all’avanguardia nella ricerca sulla cannabis.

“È necessario arrivare alla regolamentazione del consumo di cannabis terapeutica da parte della gente. Bisogna stabilire criteri, quantità di superficie coltivata, ceppi e processi standardizzati che permettano alle persone di avere le proprie piante di cannabis per scopi terapeutici”, ha dichiarato al giornale Los Andes Sergio Sánchez, esperto in politica delle droghe del Collegio medico regionale di Santiago.

Da sottolineare il ruolo delle mamme nella normalizzazione cilena della cannabis terapeutica grazie ad associazioni come “Mamà Cultiva”, un’associazione di madri con figli affetti da forme epilettiche gravi e resistenti ai farmaci. Queste persone hanno sperimentato i benefici dell’olio concentrato di cannabis e sono oggi attive nell’informazione e nella conquista dei diritti di scelta della cura con cannabinoidi.

Redazione cannabisterapeutica.info

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