Cannabis e cancro: il crowdfunding per realizzare uno studio clinico nel 2016

28/03/2016 08:00
Il dott. Guillermo Velasco ed il dott. Juan Sepulveda

Il dott. Guillermo Velasco ed il dott. Juan Sepulveda

Una raccolta fondi per finanziare uno studio clinico su cannabis e cancro dell’Università Complutense di Madrid: accade in Spagna grazie alla piattaforma di crowdfunding Walacea, piattaforma specializzata nel raccogliere fondi per progetti scientifici.

Il costo totale del finanziamento per lo studio clinico è di 230mila sterline, ma 170mila sono già state raccolte e donate grazie al Medical Cannabis Bike tour e quindi la raccolta fondi si concentra sulle 60mila sterline mancanti. Il Medical Cannabis Bike Tour (MCBT) è un’associazione no profit che si dedica alla raccolta fondi per la ricerca sulla cannabis terapeutica e combatte per il diritto dei pazienti di poterla utilizzare. Ogni anno l’associazione organizza un viaggio di 420 chilometri da percorrere in 3 giorni attraverso l’Europa e quest’anno il tour, che partirà dalla Slovenia, avrà come tappa finale l’IndicaSativa Trade, la fiera della canapa che si terrà a Bologna dal 20 al 22 maggio.

Il professore associato Guillermo Velasco, il dottor Juan Sepulveda e il loro team a Madrid hanno già completato una ricerca che suggerisce che i cannabinoidi CBD e THC possano contribuire ad eliminare le cellule di avvio del Glioma (GICs, glioma initiating cellls), che giocano un ruolo importante nella crescita delle cellule tumorali.
Uno degli ostacoli incontrati dagli attuali farmaci contro il cancro nella loro lotta contro i tumori è proprio l’azione di queste GICs, che limitano la loro efficacia. Questa ricerca potrebbe quindi portare ad un importante passo avanti nelle terapie contro il cancro se usata in combinazione con trattamenti attuali. Per testare questa ipotesi, Velasco e la sua squadra hanno pianificato una sperimentazione clinica a Madrid, tesa ad investigare l’azione dei cannabinoidi in combinazione con le terapie attuali in 30-40 pazienti; la ricerca è sostenuta dal Gruppo di Investigazione Neuro-oncologica (GEINO), che è il principale organo per la neuro-oncologia in Spagna.

Il protocollo dello studio clinico prevede nuove diagnosi per i pazienti affetti da Glioma sia con l’utilizzo di THC e CBD in combinazione con altri agenti anti-cancro, sia con placebo in combinazione con agenti anti-cancro, dopo l’operazione per rimuovere il tumore. “Da un punto di vista sperimentale”, si legge sulla pagina dedicata al crowdfunding dello studio, “questo sarà un enorme progresso nel campo della cannabis e della ricerca sul cancro. Ci sono un sacco di prove aneddotiche sul fatto che la cannabis possa aiutare i malati di cancro, con molte persone in tutto il mondo che la utilizzano per curarsi da sole. Attraverso questa ricerca speriamo di mostrare l’efficacia dei cannabinoidi per il trattamento di alcuni tipi di cancro e di dare ai pazienti e agli operatori sanitari la possibilità di curare con i cannabinoidi sulla base di dati scientifici”.

Una volta raggiunto il finanziamento lo studio inizierà con 30 -40 pazienti in 4-6 ospedali spagnoli. Le prove saranno supervisionate dal GEINO con il sostegno delle autorità sanitarie spagnole.

In ambito scientifico sono stati realizzati diversi studi scientifici, in vitro e su cavie animali, sulle potenzialità anti-tumorali di diversi cannabinoidi. Per quello che riguarda invece gli studi clinici, e quindi eseguiti su pazienti, un primo studio pilota è stato effettuato nel 2006 sotto la guida del dottor Manuel Guzman nel quale nove pazienti terminali con glioblastoma multiforme sono stati trattati con iniezioni intracraniche e intratumorali di una soluzione contente THC al 96,5% più altri isomeri. Come ci ha raccontato il dottor Luigi Romano, “i risultati sono stati strabilianti: miglioramento di tutti i sintomi clinici quali disfasia, ipertensione craniale, emiparesi, cefalea e allucinazioni, deficit motori migliorati. Aspettativa di vita: la media dopo l’operazione è stata di 24 settimane, 2 dei pazienti sopravvissero per circa 1 anno, solo 1 paziente sembra non aver risposto al THC almeno sotto il profilo dell’aspettativa di vita. Fantascienza? No realtà, realtà che si può implementare solo con la ricerca”.

E’ in corso un altro studio clinico su cannabis e cancro condotto dalla GW Pharmaceuticals sul Sativex, il farmaco prodotto dall’azienda a base di THC e CBD in rapporto 1:1,  come trattamento aggiuntivo all’agente chemioterapico chiamato temozolomide, perché la ricerca pre-clinica dell’azienda suggerisce che i cannabinoidi possano migliorare la capacità anti-cancro di questo agente.

Mentre in Israele, probabilmente lo Stato al mondo in cui la ricerca sui cannabinoidi in medicina è più avanti in assoluto, è in corso il primo studio clinico, eseguito quindi su pazienti, per indagare il CBD (Cannabidiolo) come unico trattamento nei tumori solidi.

Mario Catania

 

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