Cannabis: il testo di legge riguarderà solo la cannabis terapeutica

27/09/2017 16:39

Doveva essere la legge che avrebbe portato alla legalizzazione della cannabis in Italia ma dopo mesi di discussioni, emendamenti e rinvii, la parte sulla legalizzazione è stata stralciata ed è rimasta una legge per dare nuove norme al settore della cannabis in medicina.

Il testo della nuova legge è stato scritto dalla deputata PD Margherita Miotto, ed ha portato il relatore della legge, il deputato di Sinistra Italiana Daniele Farina-Possibile, a dimettersi spiegando che “è molto distante dalla discussione pubblica nel nostro Paese e dalle esperienze concrete ormai diffuse nel mondo. Per queste ragioni ho ritenuto di presentare le dimissioni da relatore, che rendono più libero me e il gruppo di Sinistra Italiana-Possibile”.

Il testo riguarderà dunque solo la cannabis a livello terapeutico e va subito detto che non sono stati accettati gli emendamenti che proponevano la possibilità per i pazienti di autocoltivarsi le proprie piante.

Attualmente la cannabis a livello medico è già prescrivibile a pagamento per il paziente, in tutta Italia per tutte le patologie per le quali ci siano pubblicazioni scientifiche su riviste accreditate. Diversi problemi sono però stati creati dal decreto Lorenzin di fine 2015, che dava indicazioni limitate sulle patologie per le quali può essere prescritta e prevede che debba essere utilizzata solo che dopo i farmaci tradizionali, come gli oppiodi nella terapia del dolore, abbiano fallito. Ed altri dal decreto sul prezzo di poco tempo fa che, fissando il prezzo della vendita di cannabis in farmacia a 9 euro e portando così le farmacie a lavorare in perdita visto che a seconda delle varietà il prezzo di acquisto della materia prima va da 8,50 a oltre 12 euro, ha portato ad una drastica diminuzione delle farmacie che la dispensano. Intanto lo Stabilimento di Firenze non sembra riuscire a far fronte al fabbisogno nazionale di cannabis e alla necessità di avere diverse genetiche a disposizione per le diverse patologie, mentre le leggi regionali in materia hanno creato diversi squilibri con pazienti che in Puglia, Toscana o Liguria possono accedere gratuitamente al farmaco, mentre in altre Regioni devono pagarlo di tasca propria.

La nuova legge cerca di intervenire per sanare alcune di queste problematiche cha hanno reso di fatto la situazione insostenibile per i pazienti italiani.

EQUITA’ PER L’ACCESSO ALLA TERAPIA. Innanzitutto la legge prevede “l’equità di accesso da parte dei pazienti mediante la fissazione di criteri uniformi sul territorio nazionale”. E poi l’articolo 1 impegna il governo a “promuovere la ricerca scientifica sui possibili ulteriori impieghi della cannabis a uso medico” ed a “sostenere lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione della cannabis, per semplificare le modalità di assunzione dei medicinali a base di cannabis da parte dei pazienti”.

PRESCRIZIONE. Nelle modalità di prescrizione indicate dall’articolo 3 viene ribadito che “il medico potrà prescrivere preparazioni magistrali a base di cannabis a carico del Servizio sanitario nazionale”. Poi viene spiegato che: “Nella prescrizione il medico deve indicare il codice alfanumerico assegnato al paziente, la dose prescritta e la posologia. La prescrizione dovrà poi recare la data di rilascio, la durata del trattamento (che in ogni caso non può essere superiore a tre mesi), la firma e il timbro del medico che l’ha rilasciata.

DATI PAZIENTI E PRODUZIONE. Nell’articolo 4 si prevede che le Regioni dovranno fornire “annualmente all’Istituto superiore di sanità i dati aggregati per età e per sesso dei pazienti trattati con preparazioni magistrali a base di cannabis”. Inoltre “le Regioni provvederanno poi alla raccolta di informazioni relative ai pazienti ai quali sono erogati medicinali a base di cannabis, con particolare riferimento ai risultati delle terapie, nell’ambito delle attività di monitoraggio a fini epidemiologici e di sorveglianza, coordinate dall’Istituto superiore di sanità”.
Per quanto riguarda la produzione di cannabis l’articolo 5 prevede che “le Regioni, negli ambiti di rispettiva competenza, comunichino annualmente, entro il 31 maggio, all’Organismo statale per la cannabis la quantità di sostanza attiva di origine vegetale a base di cannabis di cui necessitano”.

PRODUZIONE A FIRENZE E APERTURA A NUOVE SEDI. La produzione di cannabis è regolata dall’articolo 6 che individua sempre lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze come centro di produzione per soddisfare il fabbisogno nazionale. Nell’articolo 6 è però spiegato che “Qualora risulti necessaria la coltivazione di ulteriori quote di cannabis oltre quelle coltivate dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, possono essere individuate, con decreto del Ministro della salute, altre strutture ritenute idonee, da autorizzare alla coltivazione, con l’obbligo di operare in “Good agricoltural and collecting practice” in base alle procedure indicate dallo stesso Stabilimento e con conferimento dell’intero prodotto al predetto Stabilimento ai fini della trasformazione e della distribuzione presso le farmacie”.

CANNABIS E RICERCA. La ricerca scientifica in materia è regolata dall’articolo 8 che spiega che: “Le Università e le società medico-scientifiche potranno promuovere la conduzione di studi pre-clinici, clinici, osservazionali, epidemiologici, sull’uso appropriato dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis condotti secondo la normativa vigente in materia di sperimentazione clinica, nell’ambito delle risorse dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) destinate al finanziamento della ricerca indipendente. Allo stesso fine, potranno essere promossi studi di tecnica farmaceutica presso le facoltà di farmacia e di medicina e studi di genetica delle varietà vegetali di cannabis presso istituti pubblici di ricerca sulle varietà vegetali”.

Redazione di cannabisterapeutica.info

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