La cannabis ad alto contenuto di CBD può essere utile per trattare l’autismo

Le potenzialità della cannabis nel trattare i sintomi dell’autismo, sono state evidenziate in un nuovo studio osservazionale che ha coinvolto 18 pazienti.

Il punto di partenza dello studio è che: “I disturbi dello spettro autistico comprendono condizioni che possono influenzare lo sviluppo cognitivo, le capacità motorie, l’interazione sociale, la comunicazione e il comportamento. Questo insieme di deficit funzionali si traduce spesso in una mancanza di indipendenza per gli individui diagnosticati e in gravi difficoltà per pazienti, famiglie e operatori sanitari”. Secondo i ricercatori brasiliani che hanno pubblicato questo nuovo lavoro su Frontiers in Neurology, “esistono numerose prove che indicano l’efficacia del cannabidiolo puro (CBD) e dell’estratto di cannabis sativa arricchito con CBD per il trattamento dei sintomi autistici nei pazienti con epilessia refrattaria. Vi è anche un crescente supporto di dati per l’ipotesi che l’autismo non epilettico condivida i meccanismi eziologici sottostanti con l’epilessia”.

Cannabis e autismo, lo studio pubblicato su Frontiers in Neurology

Lo studio ha dunque coinvolto 18 pazienti autistici che hanno ricevuto un estratto di cannabis CBD e THC in un rapporto di 75/1. A causa di effetti avversi, tre pazienti hanno interrotto l’uso prima di 1 mese. Tra i 15 pazienti che hanno aderito al trattamento (10 non epilettici e cinque epilettici) solo un paziente ha mostrato mancanza di miglioramento dei sintomi autistici. “Dopo 6-9 mesi di trattamento”, riportano gli autori, “la maggior parte dei pazienti, inclusi epilettici e non epilettici, ha mostrato un certo livello di miglioramento in più di una delle otto categorie di sintomi valutate: disturbo da deficit di attenzione/iperattività; disturbi comportamentali; deficit motori; deficit di autonomia; deficit di comunicazione e interazione sociale; deficit cognitivi; disturbi del sonno e convulsioni, con effetti avversi molto rari e lievi. I miglioramenti più significativi sono stati segnalati per convulsioni, disturbo da deficit di attenzione/iperattività, disturbi del sonno e deficit di comunicazione e interazione sociale”.

Da non sottovalutare il fatto che: “Dieci dei 15 pazienti stavano usando altri medicinali e nove di questi erano in grado di mantenere i miglioramenti anche dopo aver ridotto o smesso di usare altri farmaci”. I ricercatori fanno infatti notare che: “I risultati qui riportati sono molto promettenti e indicano che l’estratto arricchito con CBD può migliorare più sintomi dell’autismo anche in pazienti non epilettici, con un sostanziale aumento della qualità della vita sia per i pazienti che per le persone che se prendono cura”.

Come fanno notare gli stessi autori, “i limiti intrinseci del presente studio, a causa della sua natura osservativa, sono la mancanza di gruppi di controllo, le dimensioni ridotte della coorte ed effetti placebo potenzialmente significativi”, sottolineando che: saranno necessari ulteriori studi clinici per confermare questi risultati iniziali.

Non bisogna dimenticare che già altri studi scientifici pubblicati in passato, hanno sottolineato i benefici della cannabis nel trattamento dei sintomi di questa patologia.

Gli altri studi 

A gennaio su Frontiers in Pharmacology furono pubblicati i risultati di una ricerca condotta dall’unità di Farmacologia e Tossicologia Clinica del centro medico Harofeh di Assaf a Tel Aviv, in Israele, condotta da 53 bambini con un’età media di 11 anni affetti da autismo che non avevano mai sperimentato prima l’utilizzo di cannabinoidi, di cui circa due terzi hanno beneficiato di un trattamento costituito da un estratto di cannabis ad alto contenuto di CBD e basso contenuto di THC. La durata media della terapia è stata di 66 giorni e i dati sull’andamento del trattamento sono stati monitorati attraverso interviste di follow-up due volte a settimana, nonché analizzati da un gruppo indipendente di specialisti (un neurologo pediatrico specializzato in ASD, farmacologi clinici e farmacisti) con il compito di verificare l’efficacia sui sintomi e l’insorgenza degli effetti indesiderati. I sintomi monitorati sono stati: sintomi di iperattività, problemi relativi al sonnoautolesionismoansia.

I dati raccolti sono stati incoraggianti: gli attacchi di autolesionismo e rabbia sono migliorati nel 67,6% e peggiorati nell’8,8%; i sintomi di iperattività sono migliorati nel 68,4%, non hanno subito variazioni nel 28,9% e peggiorati nel 2,6%; i problemi relativi al sonno sono migliorati del 71,4% e peggiorati del 4,7%; l’ansia è migliorata del 47,1% e peggiorata del 23,5%. Gli effetti avversi, per lo più sonnolenza e cambiamento di appetito sono rimasti lievi. I dati aggregati complessivi restituiscono un netto miglioramento generale: la variazione generale dei sintomi è stata registrata per 51 su 53 pazienti (due pazienti non hanno presentato un rapporto sul loro miglioramento complessivo). Un miglioramento complessivo è stato segnalato nel 74,5%. Nessuna variazione è stata riportata nel 21,6% e un peggioramento nel 3,9%.

Pochi mesi fa nello studio pubblicato su Progress in Neuro-Psychopharmacology & Biological Psychiatry i ricercatori spiegavano che: “L’uso di cannabinoidi in generale e CBD in particolare nel trattamento di numerose condizioni mediche e mentali, tra cui l’autismo, sta crescendo rapidamente. Tutte le prove attuali sono indirette e basate sull’efficacia del CBD in condizioni patologiche che potrebbero essere presenti anche in questa patologia. Quindi, la potenziale efficacia del CBD nel contesto dell’ASD è solo suggerita”. Secondo gli autori: “Il CBD ha dimostrato alcune proprietà pro-sociali negli studi pre-clinici. Inoltre, in alcune delle più comuni comorbidità dell’ASD, come disturbi del sonno, ADHD, ansia e convulsioni, il CBD può essere efficace come monoterapia o trattamento aggiuntivo”.

Intanto gli scienziati dello Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme, guidati dal dottor Adi Eran hanno studiato gli effetti di un estratto di cannabis in 60 bambini autistici con un’età media di 11,8 anni (range: 5-18 anni). Sono stati trattati con CBD e THC per via orale con un rapporto di 20: 1. La dose è stata aumentata in base all’effetto con una dose massima di CBD di 10 mg per chilogrammo di peso corporeo e una dose massima di THC di 0,5 mg/kg. La tollerabilità e l’efficacia sono state valutate con scale standard, tra cui il questionario Home Situations Questionnaire–Autism Spectrum Disorder (HSQ-ASD) e l’Autism Parenting Stress Index (APSI). In seguito al trattamento con la cannabis, i disturbi comportamentali sono stati migliorati nell’80% dei pazienti o molto migliorati nel 62% dei pazienti. I problemi di ansia e comunicazione sono stati migliorati nel 39% e molto migliorati nel 47%. I comportamenti di disturbo sono stati migliorati del 29%. I genitori hanno riportato meno stress come si evince dai punteggi APSI, con un miglioramento del 33%. Gli autori hanno concluso che: “Questo studio preliminare supporta la fattibilità della cannabis medica ad alto valore di CBD come un’opzione di trattamento promettente per i problemi comportamentali refrattari nei bambini con disturbo dello spettro autistico”.

Mario Catania

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