I pazienti ricevuti al ministero della Salute: “Piccoli passi in avanti, continuiamo a combattere”

Anche quest’anno la comunità dei pazienti che si curano con la cannabis deve fronteggiare la scarsità di prodotto in commercio che ciclicamente si presenta a fine-inizio anno per i rinnovi delle licenze dei distributori, e in estate. Con la differenza che quest’anno va, se possibile, peggio del solito. Da marzo, con il lockdown  non è arrivata cannabis olandese, e anche dei 200 kg di prodotto promessi dal bando vinto dal colosso canadese Aurora Cannabis ne sono arrivati pochissimi. Ne abbiamo parlato con Carlo Monaco, paziente e presidente dell’Associazione Canapa Caffè, tornato di recente da un incontro con il Ministero della Salute.

L’incontro al Ministero

“Abbiamo scritto alla Dottoressa Germana Apuzzzo dell’Ufficio Centrale Stupefacenti con cui sia io che altri pazienti abbiamo avuto diversi contatti per le diffide e le questioni legate alla cannabis terapeutica. Io ho scritto ad aprile ed in replica lo hanno fatto anche Cannabis Cura Sicilia e Andrea Trisciuoglio in rappresentanza di Deep Green, esponendo la nostra richiesta di autorizzazione alla coltivazione che abbiamo purtroppo messo in pratica per non rimanere senza farmaco. Non avendo avuto risposta ci siamo autoinvitati l’8 luglio con un preavviso di due settimane. La dottoressa Apuzzo si è quindi messa in contatto con Andrea Trisciuoglio per organizzare l’incontro. Ad Andrea va il ringraziamento di tutti perché senza il suo aiuto tutto questo non sarebbe stato possibile. Abbiamo incontrato insieme alla dottoressa Apuzzo anche Achille Iachino, il nuovo direttore che dopo 9 anni l’ha sostituita nella direzione dell’Ufficio Centrale Stupefacenti. L’incontro ufficiale è durato un paio d’ore”

  • Come è andato l’incontro? Si sono fatti passi avanti?”

“Il Ministero forse già dalla decisione di organizzare l’incontro ha mostrato una piccola apertura. Diciamo che poi con le parole e le testimonianze che abbiamo portato della nostra situazione attuale che è critica si è creato un dialogo costruttivo. Io attraverso la mia associazione ascolto ogni giorno storie terribili, persone che non hanno le cure, è come togliergli l’ossigeno, è un farmaco salva vita. E’ un periodo davvero critico questo, non si trovano i farmaci. Sono saltati gli accordi con l’Olanda. Il bando vinto dai canadesi di Aurora Cannabis non ha portato praticamente nulla. La stessa dottoressa Apuzzo ammette che la qualità della cannabis dei canadesi non è soddisfacente. Ci hanno mandato prodotto vecchio che in gran parte è stato rimandato indietro perché non rispettava i requisiti. Quindi nonostante il bando non sono arrivati i 200 kg previsti”

  • Si è parlato di come risolvere questa annosa vicenda?

Io sono diversi anni che vado a parlare al Ministero e posso dire che per la prima volta abbiamo potuto creare un dialogo costruttivo anche su aspetti più tecnici. Finalmente abbiamo parlato di strain. Gli anni scorsi quando glielo urlavamo parlavamo al vento. E poi ho raccontato la storia di Walter Di Bendetto che soffre di dolore cronico. L’intervento di Cristian Barbato poi ci ha commossi, compresi il direttore e la dottoressa. E’ uscita una lacrima a tutti. La sua energia ha sconvolto tutti.

  • Ci sono proposte concrete per uscire da questa situazione di stallo?

Posso dirti in anteprima che oltre questa apertura del ministero, subito dopo l’incontro, ci ha contattati l’Università Federico II di Napoli. A dicembre 2019 hanno avuto l’autorizzazione al progetto di coltivazione di cannabis medica sperimentale. Vorrebbero collaborare con le associazioni per sottoporre ai pazienti nuovi strain. Contiamo anche che ora loro da protocollo devono distruggere il prodotto ottenuto da questa prima coltivazione sperimentale. Ora come ora, con la gente che sta malissimo, pazienti anche terminali che soffrono tantissimo, distruggere il prodotto sarebbe davvero assurdo. I pazienti non trovano nulla sul mercato, non c’è più cannabis per nessuno. Anche loro cercheranno un dialogo col ministero spingendo sulla proposta dall’alto, coadiuvati da noi che spingiamo dal basso. E ci sono tutti i presupposti perché questo accada: per la prima volta, dopo una lunga serie di incontri negli anni passati, non siamo stati congedati con la solita giustificazione che suona come “noi abbiamo già fatto tutto quello che potevamo”. Questa volta è stata riconosciuta la necessità di ampliare l’attività dell’Istituto Militare di Firenze e di farlo anche attraverso le esperienze e le necessità dei pazienti.

  • Avete insistito anche per un’autorizzazione alla coltivazione personale?

Ne abbiamo parlato, facendo presente che noi come associazioni abbiamo 100 piante da distribuire ai pazienti. Abbiamo domandato chiaramente: ci date l’autorizzazione o ci dobbiamo far arrestare tutti? Ma su questo punto loro si sono irrigiditi, ribattendo che la loro è una carica governativa e che non possono prendere decisioni contro la legge. Ci hanno definitivamente chiarito che questa autorizzazione non si può rilasciare a persone fisiche ma solo a progetti universitari o ad un laboratorio con partecipazione pubblica. Noi abbiamo offerto il nostro appoggio. Il Direttore si è impegnato a capire quale sia la soluzione migliore. La nostra speranza è che questa proposta arrivi entro la fine di luglio, perché altrimenti l’estate per noi sarà un problema. Sicuramente è nelle loro intenzioni ampliare l’esperienza di Firenze per arrivare a produzioni di massima qualità da immettere sul mercato.

La situazione in Italia

Il Direttore Iachino ha promesso una decisione e una proposta. Il tempo stringe, ed ormai ne è passato veramente troppo. Ancora oggi i farmaci cannabinoidi non sono garantiti, nonostante i tantissimi piani terapeutici autorizzati dalle asl.

 

Anno Olandese
(importata)
Canadese
(importata)
Italiana
(SCFM)
Totale massimo
TEORICO
Fabbisogno
STIMATO
2015 100 Kg 0 Kg 0 Kg 100 Kg /
2016 150 Kg 0 Kg 0 Kg 150 Kg /
2017 200 Kg 0 Kg 100 Kg 300 Kg 600 Kg
2018 450 Kg 100 Kg 200 Kg 750 Kg 1.000 Kg
2019 750 Kg 0 Kg ? 200 Kg 950 Kg 1.600 Kg

Fonte: https://www.farmagalenica.it/vendita-cannabis-terapeutica-in-farmacia-situazione-2020/

Su un totale di circa 19.300 farmacie in Italia, nel 2020 sono solo una cinquantina quelle che erogano Cannabis terapeutica con una certa continuità, con una maggiore concentrazione nel centro e nel nord. Per quanto riguarda il prezzo di vendita imposto non permette lo stesso margine di altri medicinali. Le farmacie non sono così incentivate all’acquisto di cannabis terapeutica, inoltre i tempi di attesa e la burocrazia aggiuntiva hanno nel tempo definitivamente scoraggiato molti operatori del settore.

Per quanto riguarda i medici prescrittori, ancora pochissimi in tutta Italia, occorre precisare che la burocrazia e gli aggiornamenti professionali sulle terapie a base di cannabis non aiutano di certo il coinvolgimento degli operatori.

Alcuni pazienti provengono da “protocolli” obsoleti, anni di farmaci inadeguati che hanno amplificato le patologie principali. Risultano inoltre farmacoresistenti ai protocolli classici, e la terapia con cannabinoidi resta l’unica alternativa al dolore e al progredire della propria patologia.

Ricordiamo infine che da luglio 2018 per ogni dolore la “cannabis terapeutica” dovrebbe essere un possibile analgesico e non solo usata come ultima possibilità.

Romana De Micheli

 

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