Cannabis medica: l’unica certezza per i pazienti è la carenza, ecco perché si verifica

Dicembre 17 2020 | Storie

Il dottor Matteo Mantovani, project manager presso la Farmacia San Carlo di Ferrara e consulente Teraphi, analizza i motivi per cui in Italia, da anni, si verifica ciclicamente la carenza di cannabis che affligge i pazienti. 

La cannabis continua a essere mancante in molte farmacie d’Italia.

Ebbene sì, ogni anno la stessa situazione si ripete e sempre più pazienti e medici riportano mancanze delle infiorescenze più prescritte per uso medico. I periodi in cui spesso le farmacie rimangono sprovviste di alcune o tutte le infiorescenze sono agosto e dicembre. A fine anno si registra la carenza più importante in quanto può protrarsi per diversi mesi. Per capire perché ciò avviene ciclicamente guardiamo quali sono le maggiori infiorescenze prescritte in ambito medico e quali i consumi di questi ultimi anni in relazione alla domanda.

Quali sono le infiorescenze di cannabis medica prescrivibili in Italia?

In Italia dal 2013 i medicinali a base di cannabis terapeutica sono prescrivibili da qualsiasi medico mediante la cosiddetta legge Di Bella. Le infiorescenze che teoricamente possono essere prescritte sono quelle riportate nello schema (alcune varietà come FM1, Bedrobinol, Cannabis Aurora Alto contenuto di CBD, non sono riportate nello schema in quanto non più reperibili da parecchi mesi e non si sa se lo saranno in futuro).

 

In realtà non sempre sono presenti nelle farmacia Italiane. Di quelle riportate sopra quelle maggiormente prescritte e più facilmente reperibili sono Bedrocan, Bediol, Bedrolite, Fm2 e Aurora alto THC, ma non è sempre così.

Da dove arriva la cannabis terapeutica che usano i pazienti italiani

Nello schema sopra riportato c’è un’ulteriore informazione importante per capire quale possa essere uno dei motivi per cui la Cannabis è spesso mancante: la provenienza.

Infatti la cannabis terapeutica di cui l’Italia può usufruire è prodotta (FM2 e FM1) dallo Stabilimento Chimico Militare di Firenze oppure importata dalla ditta olandese Bedrocan o dalla ditta canadese Aurora.

Capiamo quindi che l’Italia non è autosufficiente per quanto riguarda la produzione di questo medicinale e quindi si avvale di ditte estere, Bedrocan e Aurora, per importare quantitativi di cannabis che possano ricoprire il fabbisogno italiano. Ma spesso le importazioni sono sottostimate rispetto alla domanda che è in continua crescita.

Consumi di Cannabis Terapeutica: un trend in crescita

Sul sito ufficiale dello del Ministero della Salute sono stati resi pubblici i consumi di cannabis terapeutica per il periodo che va dal 2014 al 2019.

Guardando lo schema si può notare come i consumi di cannabis terapeutica aumentino di anno in anno; questo comporta una maggiore richiesta da parte delle farmacie ai magazzini che spesso terminano prima del tempo previsto le loro scorte di farmaco lasciando sprovvisti, di conseguenza, i pazienti.

Da pochi giorni anche l’ONU ha riconosciuto le proprietà terapeutiche della cannabis, innescando, a parere di molti, uno ‘’scatto ideologico’’ attorno a questa pianta. Si spera quindi che possa essere considerata finalmente come un farmaco e che possa essere garantita una sua presenza costante sul territorio Italiano così come per la maggior parte dei farmaci commerciali che tutti noi conosciamo.

Matteo Mantovani – Project manager presso la Farmacia San Carlo e consulente Teraphi