Farmacie, cannabis e spedizione dei preparati: il Tar decide di non decidere

Luglio 23 2021 | Legislazione ed economia

Farmacie e spedizione dei preparati a base di cannabis: il Tar decide di non decidere: il farmacista può operare come crede con il rischio di subire una contestazione penale o amministrativa.

L’aggiornamento arriva dal dottor Marco Ternelli, tra i farmacisti che avevano fatto ricorso al Tar dopo la circolare ministeriale che, tra le altre cose, voleva vietare la spedizione di preparati a base di cannabis.

In totale i farmacisti che hanno partecipato al ricorso sono 16, è uno di loro è il dottor Marco Ternelli, che a Cannabisterapeutica.info aveva puntualizzato: “Abbiamo provato a fare ricorso non per creare caos o inutili polemiche, ma semplicemente perché la norma è chiara. In ogni caso, il ricorso contiene tutta la disamina delle varie motivazioni. Occorre precisare che qui si tratta di una nota ministeriale. La nota – ricorda Ternelli  – è un parere individuale non vincolante, un’interpretazione”. Non una legge.

Oggi il dottore spiega che: “Il Tar non entra nel merito della questione, ritenendo essere prematuro richiedere una valutazione senza lesività dell’atto amministrativo. In altre parole, il Tar ritiene che il farmacista debba continuare a operare come crede, attendendo la contestazione (penale o amministrativa) su spedizione o preparazione di altre forme farmaceutiche di cannabis, per poi impugnarla davanti al Tar”, o andare a processo nel caso di rilievi penali.

“Quando ho e abbiamo fatto ricorso si era ben consapevoli di questa possibilità e del fatto che una circolare non ha valore di legge, ma rappresenta un parere, un indirizzo. Vi era la possibilità, come accaduto in passato in situazioni analoghe che il Tar, seppur dichiarando il ricorso inammissibile, si esprimesse comunque sulla legittimità o meno delle prescrizioni, ma così evidentemente non è stato, lasciando lo scenario inalterato”.

Essendo comunque un problema di fondamentale importanza per i pazienti, ne è sicuramente valsa la pena e il punto a favore è che il Tar comunque riconosce il diritto al farmacista di operare come crede. Il paradosso è che di fronte a una norma che non c’è, lo stato dica a un cittadino di commettere un’eventuale infrazione per poi eventualmente avere giustizia più tardi.

Insomma, secondo il farmacista “di fatto siamo tornati al 23 settembre 2020” (quando uscì la circolare). E ora? “Nei prossimi mesi si lavorerà per convincere i Giudici del Consiglio di Stato della necessità di avere un pronunciamento, ma seguendo il ragionamento del Tar ognuno è libero di fare come ritiene”, assumendosi quindi dei rischi.

Da puntualizzare che il Tar ha comunque deciso di compensare le spese di lite, definendo la vicenda come “peculiare”. Vi aggiorneremo su eventuali sviluppi.

Redazione di Cannabisterapeutica.info