Referendum cannabis: 500mila firme raggiunte in una settimana, ora la politica ascolti

Settembre 18 2021 | Eventi, Legislazione ed economia

Quando il referendum era stato lanciato, l’obiettivo di raggiungere le 500mila firme necessarie in 20 giorni sembrava impossibile. E invece è bastata meno di una settimana per arrivare a questo storico traguardo che significa innanzitutto una cosa: la cannabis è l’ennesimo tema sul quale i cittadini sono molto più avanti della classe politica, che ora, con un segnale così forte, non potrà più far finta di niente e rispondere con slogan che in America andavano di moda 50 anni fa.

Sarà veramente difficile per qualsiasi politico, da oggi in avanti, affermare che la cannabis non è un tema prioritario per i cittadini. Perché i cittadini, che siano semplici consumatori o pazienti che della cannabis hanno bisogno per la proprie cure, hanno dimostrato che del lassismo dei nostri politici sono stanchi.

Era il 1993 quando i radicali si batterono con ogni mezzo a loro disposizione per il referendum per l’abrogazione delle pene per la detenzione ad uso personale di droghe leggere. Votarono il 77% degli elettori ed il “sì” passò con il 54% dei voti. Rimasero le sanzioni amministrative, ma non quelle penali, fino all’approvazione della Fini-Giovanardi. Lasciando stare quell’obbrobrio giuridico che ha portato in carcere decine di migliaia di semplici consumatori e pazienti, ricordiamo però che la dichiarazione di incostituzionalità della legge da parte della Corte costituzionale nel 2014, non ha spostato il problema di un millimetro.

Oggi ci sono almeno 6 milioni di consumatori di cannabis costretti dai nostri politici a foraggiare mafie e criminali per poterla consumare, e decine di migliaia di pazienti che da anni denunciano la carenza di cannabis medica nelle farmacie. E’ evidente che la situazione non può continuare in questo modo, ed è arrivata l’ora di di dire basta ai processi vergognosi fatti a persone malate, che coltivano cannabis per preservare il diritto di cura previsto dalla nostra Costituzione e che le nostre istituzioni non sono in grado di garantire.

Cosa chiederà il referendum sulla cannabis?

Il quesito referendario “è stato formulato con il duplice intento di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative di una serie di condotte in materia di droghe”, sottolineano i promotori spiegando che: “In primo luogo si propone di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza (mentre si mantengono le condotte di detenzione, produzione e fabbricazione di tutte le sostanze che possono essere applicate per le condotte diverse dall’uso personale) e di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla cannabis, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito. Sul piano amministrativo, infine, il quesito propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente destinata a tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa”.

Quali i prossimi passi istituzionali?

Ora è importate continuare con la raccolta di firme per sommergere il Parlamento, e andare avanti con le donazioni, visto che ogni voto digitale costa più di un’euro all’Associazione Coscioni che ospita la piattaforma, e ad oggi sono stati raccolti 150mila euro su oltre 500mila firme già arrivate. Poi il quesito referendario dovrà passare al vaglio della Corte Costituzionale, probabilmente entro gennaio, e, dopo questo, il referendum potrebbe essere indetto per questa primavera dando la possibilità ai cittadini di votare.

“Eccoci qui”, ha commentato Riccardo Magi, tra i politici più attivi per il referendum, “ecco il numero che rende tutto vero! Più di 500mila firme online in una sola settimana per il referendum cannabis. Le festeggiamo ringraziandovi una ad uno perché una cosa del genere non si era mai vista e non solo in Italia. Ma ora la corsa continua… Per mettere in sicurezza questo traguardo abbiamo pochissimi giorni per raccoglierne ancora molte altre. E allora col sorriso continuiamo a condividere, spiegare, scendere in strada, discutere perché sappiamo perfettamente cosa vogliamo: la cannabis legale e l’Italia libera dalle mafie!”.

PER FIRMARE E DONARE: https://referendumcannabis.it

Redazione di Cannabisterapeutica.info