Dal Canada al Colorado per curare il figlio di 13 mesi affetto dalla sindrome di Dravet con il CBD

Dal Canada al Colorado per curare il figlio di 13 mesi affetto dalla sindrome di Dravet con il CBD

Avevano fatto un appello al ministero della Sanità del Canada, ma non è bastato nemmeno quello. E così una famiglia canadese ha scelto di fare da sola e i genitori, nel tentativo di curare le crisi epilettiche del loro figlio Kaitlyn di 13 mesi (nella foto), causate dalla sindrome di Dravet, hanno fatto i bagagli e sono partiti alla volta del Colorado. Un esempio di come, anche in Paesi come il Canada, dove la cannabis terapeutica è legale, lo Stato spesso rimanga insensibile alle richieste dei pazienti.

Tutto è iniziato la scorsa estate, quando i genitori (nella foto sotto) avevano lanciato attraverso i media un appello al ministero della Sanità, ad iniziare studi per ottenere medicinali a base di cannabis che possano essere adatti anche ai bambini. Solo di recente un laboratorio canadese ha attivato un progetto per la creazione di vari ceppi di marijuana con alti livelli di CBD e bassi livelli di THC, il principio psico-attivo fonte dello sballo associato alla marijuana. Questo perché negli Stati Uniti, anche grazie alle rivelazioni degli ultimi studi scientifici attivati da poco su un possibile farmaco a base di CBD per curare l'epilessia, anche quella pediatrica, il dibattito sulle potenzialità di questo farmaco è in continua evoluzione.

Non riuscendo a trovare il farmaco adatto per il loro bimbo, si sono dovuti trasferire. Ora vivono in Colorado, dove hanno potuto avere un estratto di olio ottenuto da uno speciale ceppo ricco di CBD. Si chiama "Charlotte web" ed è prodotto dall'organizzazione no profit Colorado's Realm of Caring; prende il nome da Charlotte Figi, anche lei affetta dalla sindrome di Dravet, per la quale è stata inizialmente sviluppata la medicina.

Barry Pogson, il padre del bambino, descrivendo i risultati a "The Current" della CBC Radio ha spiegato che: "Kaitlyn, in pochi giorni, è diventato più attento, ha dormito e mangiato meglio e non è tornato al pronto soccorso a causa di una crisi".

Barry ricorda inoltre che i medici in Canada avevano prescritto sei diversi trattamenti per Kaitlyn, ma nessuno dei quali aveva "alcun effetto sulle sue convulsioni. Gli effetti collaterali, tuttavia, interferivano con il suo appetito e il sonno e probabilmente anche con la sua capacità di parlare", ha concluso il padre.

 

26 novembre 2013
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