Nuovi studi confermano l’efficacia della cannabis come possibile trattamento per il cancro al seno

26/06/2014 17:21

Cannabis cancro senoIl cancro al seno è una malattia terribile che colpisce la vita dei pazienti e delle famiglie in tutte le parti del mondo. È il tumore maligno più comune tra le donne occidentali e rappresenta il 22,9% dei cancri che colpiscono le donne in generale. Nel 2008, il cancro al seno è stato segnalato come la causa di oltre 450mila morti in tutto il mondo.

Il potenziale terapeutico dei cannabinoidi nel trattamento del cancro è stato scoperto solo di recente. Dalla fine del 1990, numerosi studi preclinici hanno dimostrato gli effetti antitumorali dei cannabinoidi in una varietà di tumori.

Gli studi dimostrano anche che quando vengono somministrati i cannabinoidi si legano ai recettori del nostro sistema endocannabinoide e sono in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali, impedendone la proliferazione e inducendone la morte (apoptosi). Inoltre, i cannabinoidi sembrano danneggiare l’angiogenesi tumorale, e cioè l’aumento del flusso sanguigno localizzato indotto dalle cellule tumorali, impedendo la diffusione del cancro ad altri organi.

Mentre i progressi medici nel cancro al seno hanno fatto progressi negli ultimi decenni, alcuni tumori del seno continuano ad essere resistenti ai trattamenti convenzionali. Il cancro al seno è costituito da tumori che sono distinti nei loro profili molecolari e classificati in 3 principali categorie. La ricerca suggerisce che i cannabinoidi sintetici e fitocannabinoidi (principalmente THC e CBD) possano essere utili nel trattamento di tutti i 3 sottotipi di cancro al seno, con maggiore evidenza nel il trattamento dei tumori al seno HER2-positivi e triplo-negativi.

Nel 2007, il dottor Sean McAllister, insieme al suo team, è stato uno dei primi a scoprire che le proprietà anticancro del CBD potrebbero essere applicate con successo al cancro al seno. “Questo composto offre la speranza di una terapia non tossica che potrebbe ottenere gli stessi risultati senza gli effetti collaterali dolorosi”, ha spiegato il dottore. La ricerca mostra anche che, quando combinato con i trattamenti convenzionali per il cancro, i cannabinoidi sono in grado di indurre una azione sinergica contro il cancro e le cellule tumorali, suggerendo che la combinazione di trattamenti convenzionali e base di cannabinoidi può essere più efficace che ad esempio la sola chemioterapia.

cancro seno marijuanaPurtroppo, la ricerca scientifica sugli effetti dei cannabinoidi sul cancro al seno è stata limitata a prove precliniche che coinvolgono colture cellulari e modelli animali. I ricercatori ritengono che siano necessari ulteriori studi preclinici. Fino ad allora è improbabile che gli oncologi siano disposti a prescrivere farmaci a base di cannabinoidi per il trattamento del cancro al seno. In un recente aggiornamento (2013), pubblicato nella rivista Nursing Forum Oncology, l’editore associato Susan Weiss Behrend ha concluso che: “I cannabinoidi hanno dimostrato attività antitumorale in modelli preclinici di cancro al seno. I professionisti oncologia devono essere consapevoli del potenziale clinico di questi agenti”.

Nuove scoperte fatte dai ricercatori del California Pacific Medical Center Research Institute guidati sempre dal dottor McAllister che da circa dieci anni studia il potenziale anticancro dei cannabinoidi, e pubblicate online sul British Journal of Pharmacology, suggeriscono che sia cannabinoidi sintetici, sia quelli naturali possono essere efficaci nel trattamento del cancro al seno. In un modello murino, il trattamento con il cannabidiolo ha ridotto il cancro le metastasi del cancro al seno fino al 75%: “Abbiamo stabilito che CBD era efficace nell’inibire la progressione metastatica”, hanno raccontato nello studio. E nella ricerca di un composto ancora più potente, i ricercatori hanno eseguito esperimenti con un cannabinoide sintetico chiamato O-1663. In confronto, O-1663 è risultato essere “significativamente più potente ed efficace del CBD.”

“La somministrazione combinata di CBD e THC – spiega il dottor McAllister – ha prodotto un’attività anti-metastatica pari a quella ottenuta con il solo O-1663”. I ricercatori concludono che sono necessari altri studi per identificare i meccanismi alla base di THC e dei benefici più ampi del CBD e se il composto O-1663 sia in grado di fare lo stesso.

Redazione Cannabisterapeutica.info

 

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