Gli effetti anti-cancro della cannabis dal THC (video) al CBD e altri cannabinoidi non psico-attivi

Gli effetti anti-cancro della cannabis dal THC (video) al CBD e altri cannabinoidi non psico-attivi

La dottoressa Christina Sanchez studia da circa 10 anni gli effetti antitumorali dei cannabinoidi. Nel video qui sotto spiega in modo molto chiaro (in inglese) come il THC, principale componente psicoattivo della cannabis, possa uccidere le cellule tumorali.

Parte spiegando che ognuno di noi ha un sistema endocannabinoide, un complesso sistema di comunicazione fra cellule che regola molte funzioni biologiche (appetito, apparato motorio, riproduzione etc…) che crea all'interno del nostro corpo dei cannabinoidi simili a quelli contenuti nella cannabis, che si chiamano appunto endogeni perché prodotti da noi; questo sistema, insieme ai recettori dei cannabinoidi, reagisce a quelli derivati dalla cannabis che vengono introdotti nel nostro corpo. Secondo la dottoressa è proprio per questo motivo che la cannabis sembra avere così tante applicazioni in medicina e potrebbe aiutare a curare diversi tipi di tumore.

Le sue sue ricerche vanno di pari passo con quelle del dottor WaiLiu (nella foto) che analizzano gli effetti anti-tumorali di altri componenti della cannabis che, al contrario del THC, non sono psicoattivi è quindi non provocano l'effetto di "sballo" che viene comunemente associato alla cannabis. Secondo uno studio recente condotto dal professore e pubblicato su Anticancer Research, sarebbero almeno 6 i cannabinoidi contenuti nella cannabis ad avere effetti antitumorali. Il team del dottor Liu ha deciso di concentrarsi su diversi cannabinoidi, che non sono psicoattivi, tra i quali il cannabidiolo (CBD), cannabigerolo (CBG) e la cannabigerovarina (CBGV).

“Questo studio è un passo avanti decisivo nello svelare i segreti della cannabis come farmaco, visto la non psico-attivittà e i risultati promettenti come antitumorali per i cannabinoidi studiati”, sostiene il dottore. “I cannabinoidi sono in grado di interferire con lo sviluppo delle cellule cancerose fermandone lo sviluppo, e in alcuni casi, utilizzando schemi di dosaggio specifici, possono distruggere le cellule tumorali”, puntualizza, spiegando anche che questi composti sono poco costosi da produrre: "I farmaci derivati da cannabis sono molto più economici da produrre rispetto alle terapie oncologiche tradizionali. Usandoli in combinazione con i trattamenti esistenti, si potrebbero scoprire alcune strategie molto efficaci per combattere il cancro. Utilizzarli al meglio può significare la possibilità di creare farmaci anti-cancro più efficaci e meno costosi".

E se il passo successivo del dottor Liu sarà studiare il potenziale dei cannabinoidi in combinazione con i trattamenti esistenti, nonché diversi schemi di trattamento che possono massimizzare la loro attività anti-cancro, gli effetti anti-tumorali del CBD sono stati confermati da un recente studiodei ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, dove si legge che: “Il CBD è un fitocannabinoide non psicoattivo che risulta privo di effetti collaterali. I nostri risultati supportano il suo utilizzo come un farmaco anti-cancro efficace nella gestione dei gliomi”.

 

27 marzo 2014
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