La cannabis per la cura di schizofrenia e psicosi

03/12/2014 15:39

cannabis cura psicosiVi abbiamo più volte raccontato di come gli  effetti della cannabis sulla nostra mente siano un argomento dibattuto sul quale gli esperti non riescono a dare risposte univoche. Così come gli studi relativi ad uso di cannabis ed intelligenza. Quello che invece è certo è che i cannabinoidi possano essere decisivi nel combattere alcune patologie legate alla mente, come schizofrenia e psicosi, oltre che aiutare a proteggere il cervello dai danni cerebrali contribuendo a prevenirli.

In questo studio pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, alcuni ricercatori olandesi e britannici hanno preso in cosiderazione 66 studi precedenti su CBD e psicosi, e hanno concluso che il composto offre una serie di vantaggi rispetto ai farmaci attualmente utilizzati. Gli autori sottolineano che il CBD, a differenza della grande maggioranza dei farmaci, sembra non avere effetti collaterali evidenti e nessuna dose letale. E diverse evidenze scientifiche, compresi gli studi su animali e pazienti umani, supportano la sua efficacia come antipsicotico.

Mentre un farmaco a base di CBD “purificato” che possa migliorare i sintomi della schizofrenia e ridurre gli effetti collaterali degli antipsicotici attuali quando usati insieme è attualmente in fase di test. La GW Pharmaceuticals, unica società che possiede la licenza per la coltivazione di cannabis nel Regno Unito, ha comunicato a marzo di aver cominciato la seconda fase di studi clinici sul farmaco. Fino ad allora c’è stato solo un altro studio scientifico in materia, pubblicato nel 2012 dalla rivista Translational Psychiatry, nel quale è stato messo a confronto il CBD con  l’amisulpride, un tradizionale antipsicotico, scoprendo che il CBD era altrettanto efficace e non causava meno effetti collaterali.

Nel centro di ricerca della GW Pharmaceuticals nel Regno Unito vengono coltivate 30mila piante di cannabis che crescono fino ad un’altezza di quasi 2 metri grazie a dei ventilatori giganti e delle apposite luci. A capo della coltivazione c’è il botanico David Potter che supervisiona queste piante utilizzate per la ricerca medica e per la produzione del Sativex. Attualmente in corso, i primi dati ufficiali dello studio in doppio cieco che si sta svolgendo nel Regno Unito, usciranno solo il prossimo anno.

Redazione Cannabisterapeutica.info

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