Il CBD resta fuori dalla tabella dei farmaci, la decisione definitiva nel 2018

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha comunicato che “in base alle informazioni attuali un inserimento del CBD nelle tabelle internazionali dei farmaci psicotropi e narcotici non sarebbe giustificato“.

Il cannabionide non psicoattivo oggi al centro della ricerca scientifica resta quindi fuori dagli elenchi dei 187 Paesi che fanno parte dell’ONU.

La decisione è stata presa dal comitato di esperti (ECDD) che si erano ritrovati per il 39esimo meeting sulle dipendenze a Ginevra lo scorso novembre. In totale si è discusso di 17 sostanze, tra le quali anche il CBD, con il fine di riesaminare per il loro potenziale di dipendenza, abuso e danno alla salute per poi dare poi raccomandazioni al Segretario generale delle Nazioni Unite sulla necessità e sul grado di regolamentazione possibile per i farmaci e le sostanze psicotrope.

Secondo la revisione iniziale degli esperti: “Recenti prove di studi scientifici su animali ed esseri umani hanno dimostrato che il suo utilizzo potrebbe avere valore terapeutico per le convulsioni causate dall’epilessia e da condizioni correlate. Gli studi attuali mostrano anche che il cannabidiolo non è da considerarsi una sostanza d’abuso e che non crea dipendenza”.

L’OMS ha spiegato che la revisione completa del CBD e delle sue preparazioni è stata rimandata al maggio 2018, quando al comitato sarà sottoposta una revisione sulla cannabis ed le sostanze correlate.

Redazione di cannabisterapetuica.info

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