Senza emicrania da 25 anni grazie alla cannabis: “Mi ha cambiato la vita”

Ottobre 7 2020 | Storie / Testimonianze

L’emicrania è una patologia spesso sottovalutata, molto diffusa e invalidante che colpisce il 12% degli adulti in tutto il mondo con una prevalenza tre volte maggiore nelle donne. Secondo l’OMS si tratta della terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante del genere umano. In genere di distingue tra una forma episodica (fino a 14 giorni al mese) e una forma cronica (>15 giorni al mese da almeno 3 mesi). L’OMS ne riconosce la devastante disabilità – come testimoniato dall’indicatore YLD (Years Lived with Disability) – mentre gli studi sull’impatto economico ne certificano costi inimmaginabili.

Ciò che non viene spesso raccontato, ma che è stato messo nero su bianco in una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, è che l’impatto economico dell’emicrania è enorme. Il suo costo annuale nei 27 Paesi UE è pari a 111 miliardi di euro. Italia, Francia, Germania e Spagna presentano i costi maggiori per emicrania, pari a circa 20 miliardi di euro/anno. Una spesa che va ripartita in: costi diretti (operativi e organizzativi direttamente ricollegabili alla patologia quali spese per visite mediche, esecuzione di esami diagnostici, acquisto di farmaci) e costi indiretti: perdita di giornate lavorative, ridotta efficienza produttiva, tempo richiesto per la gestione della malattia e sottratto ad attività extra-lavorative. Esistono tuttavia anche costi intangibili, di natura psicosociale e riconducibili al dolore, all’ansia e all’impatto emotivo che la malattia provoca all’individuo affetto e ai suoi familiari.

Secondo un recente studio pubblicato su Pain News Network oltre l’80% dei pazienti affetti da emicrania ha provato sollievo utilizzando cannabis. Ma di evidenze cliniche ce ne sono diverse: secondo un altro studio pubblicato nel 2020 su Brain Sciences, Il 61% dei pazienti ha riportato una riduzione del 50% o più degli attacchi di emicrania mensili a seguito di un trattamento con cannabis medica.

Uno studio italiano presentato al congresso annuale dell’Accademia Europea di Neurologia ad Amsterdam nel 2017 ha confermato che i cannabinoidi sono adatti all’impiego come profilassi per gli attacchi di emicrania come altri trattamenti farmacologici. Mentre un altro studio ancora, pubblicato su Pharmacotherapy nel 2016, sosteneva che la cannabis riduce il numero di attacchi di emicrania più che dimezzandoli.

Questa premessa perché siamo stati contattati da Ivan, uno delle migliaia di pazienti affetti da questa patologia, che ci ha raccontato come da 25 anni, grazie alla cannabis, l’emicrania sia solo un ricordo. Purtroppo nel 2017 è stato denunciato per la coltivazione di 4 piante nel terreno di sua proprietà. E’ ancora in attesa della sentenza.

La cannabis ha cambiato la vita di Ivan

“Ho iniziato a fumare cannabis a scopo terapeutico perché mi sono accorto che il mal di testa e l’insonnia svanivano in un attimo subito dopo aver fumato. Ho iniziato a fumare quando avevo all’incirca 18/19 anni semplicemente per curiosità, ma proprio la sera stessa mi sono accorto che l’emicrania che di solito arrivava nelle ore serali non si era presentata. Giorno dopo giorno constatavo i benefici della cannabis sul mio corpo: non avevo più l’emicrania, non avevo più la sensazione di vomito, il poco appetito ecc ecc. Posso dire con certezza che non soffro più di emicrania dal 1995. Ovviamente ho provato farmaci tradizionali che però non si riuscivano ad eliminare il dolore del tutto e portavano effetti collaterali molto fastidiosi. Inoltre ero reduce da problemi al fegato per cui non potevo assolutamente aumentare le dosi. Cerco sempre di fare dei preparati alimentari per assumere il THC e il CBD. Ultimamente però mi trovo senza scorta di prodotto dopo l’intervento delle forze dell’ordine”.

La perquisizione e la denuncia per coltivazione di cannabis

“Nel 2017 sono stato denunciato dai carabinieri per coltivazione di cannabis, mi sono state sequestrate 4 piante che chiaramente avrei usato per uso personale. Premetto che non sono uno spacciatore. Una mattina alle 9:00 mi suonano alla porta, guardo dallo spioncino e vedo tre persone in borghese con il tesserino in bella vista. Li faccio entrare e inizio ad agitarmi, poi dopo qualche secondo mi calmo anche perché c’era mio figlio piccolo e mia moglie spaventata. I carabinieri molto dispiaciuti nel vederci così hanno iniziato a calmarci e con calma gli ho subito tirato fuori un pezzo di hashish di mia produzione da 3 grammi e poi li ho portati nell’orto e gli ho fatto vedere le 4 piante che avevo nella serra. Hanno iniziato a farmi domande: se ero affiliato ad associazioni criminali, se avevo telefoni nascosti, hanno svuotato tutti i cassetti e gli armadi. Ho spiegato loro che non ero uno spacciatore e la coltivazione era solo per consumo personale terapeutico. Due dei carabinieri avevano capito che non ero io quello che stavano cercando, ed infatti già in prima battuta il giudice era favorevole all’assoluzione ma visto la lentezza giudiziaria in Italia sono ancora qua. Per quanto riguarda il processo sono in attesa che il giudice emetta la sentenza. Di recente si è sentito con il mio avvocato dicendogli che è intenzionato ad accogliere la richiesta di assoluzione piena per l’evidente uso personale”.

La coltivazione personale di Ivan

Ho iniziato a coltivarla per esigenze personali, aggiungi il fatto che mi piace l’agricoltura e ho un pezzo di terreno dove faccio orto e che curo ogni giorno. Dal momento che il terreno è ottimo ho deciso di iniziare a coltivare quattro piante di varietà differenti:  due con predominanza indica e due sativa. Questo per poter bilanciare  l’effetto in base all’uso che ne voglio fare: se la uso la sera, meglio indica, se invece la uso di giorno meglio sativa. Sicuramente un aspetto molto importante della coltivazione personale personale è la certezza della salubrità del prodotto e la possibilità di non regalare soldi alle mafie. Col tempo mi sono documentato sulle tecniche di coltivazione, irrigazione, fertilizzazione e illuminazione. Dopo diversi tentativi ho trovato lo strain adatto a me”.

“Non riuscivamo ad avere figli”

“Assumevo molti farmaci per via dell’emicrania che rendevano i mie spermatozoi un po’ pigri. Grazie alla cannabis ho potuto eliminare i farmaci contro l’emicrania, ho seguito un’alimentazione sana e mia moglie è rimasta incinta di Alberto che adesso ha otto anni, sta bene, fa sport ed è bravo a scuola: è la mia vita. Purtroppo dopo la gravidanza mia moglie ha sviluppato una forma di epilessia che sta trattando con tegador. Adesso vogliamo trovare una terapia a base di cannabis per mia moglie e sono certo che esistono varietà indicate per queste forme lievi di epilessia”.

Redazione di Cannabisterapeutica.info

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