Parla Stefano Quaini, primo firmatario della nuova proposta di legge per la Cannabis terapeutica in Liguria

Parla Stefano Quaini, primo firmatario della nuova proposta di legge per la Cannabis terapeutica in Liguria

Stefano Quaini, presidente della Commissione sanità della Regione Liguria, primo firmatario della nuova legge sulla Cannabis terapeutica presentata a margine del Consiglio regionale di mercoledì 26 giugno, ha evidenziato come si è resa necessaria la stesura di una legge che superasse i problemi della precedente.

“Abbiamo compiuto un lavoro importante attuando una rivisitazione ed una riscrittura della legge - ha spiegato - in base alle osservazioni contestate. Grazie anche all’ausilio degli uffici regionali siamo pervenuti ad un testo completamente nuovo che ora, richiedendo urgenza, approderà nuovamente in commissione sanità ed in consiglio regionale".

"Si tratta di una legge - continua il presidente - che è innanzitutto un atto dovuto e di civiltà nei confronti dei molti pazienti che, sia per dolore cronico , sia per cure palliative o patologie neurodegenerative, oggi hanno grande difficoltà a reperire il farmaco, in quanto la legge italiana in materia è semplicemente assurda ed invece di aiutare crea ostacoli insormontabili alle possibilità di cura".

"Già in precedenza avevamo ricevuto il massimo sostegno in commissione ed in consiglio e credo che anche in questa occasione avremo le stesse sacrosante convergenze, infatti si parla di un tema scientifico che in tutto il mondo e nelle linee guida internazionali viene recepito senza problemi. Un paradosso tipicamente italiano vuole che molti dei più quotati ricercatori in materia, fuori Italia, siano medici, biologi e biochimici italiani che non riuscivano a compiere ricerca in Italia e che ora sono autori di pubblicazioni di avanguardia in questo settore".

"La Liguria con questa legge diviene una delle primissime regioni ad avere la possibilità di dotarsi di uno strumento legislativo essenziale e moderno che inoltre prevede che le terapie iniziate a livello ospedaliero debbano proseguire al domicilio, sempre a carico del sistema sanitario regionale, garantendo, come per altre patologie, la continuità terapeutica; altro aspetto importante è la promozione da parte della Regione di seminari scientifici per la dirigenza medica, in modo da avere piena comprensione della legge e delle sue potenzialità, attuando anche un’attività di monitoraggio fondamentale".

"Siamo molto soddisfatti della possibilità di poter aiutare tanti pazienti che ora si scontrano con il peggio della burocrazia - conclude Quaini - che è la cosa meno utile quando una persona ha problemi di salute; e siamo orgogliosi che proprio dalla Liguria dia un segnale così importante al mondo sanitario nazionale”.

Fonte: Savonanews.it

27 giugno 2013
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