Farmaco di laboratorio vs cannabis terapeutica nel trattamento della sclerosi multipla

20/09/2013 15:08

Ilaria Di PalmaSiamo lieti di presentarvi il lavoro dell’ormai dottoressa Ilaria Di Palma (nella foto), che ai tempi della scrittura di questi tesi era una laureanda di Scienze e tecniche psicologiche. E dal giorno della laurea Ilaria non ha certo perso tempo: ha cofondato insieme a Claudio Natile l’associazione CanaPuglia, contribuendo anche al team di ricerca coordinato da Giulio Lancioni, professore di psicologia generale all’Università Di Bari.

Il lavoro che potete trovare per intero qui, analizza gli effetti di una medicina naturale come la cannabis sulla sclerosi multipla, rispetto ai farmaci tradizionali.

“Anche se, a oggi, non esistono terapie definitive che eliminino completamente la malattia, esistono però numerosi trattamenti che riducono l’incidenza e la severità degli attacchi nella maggior parte dei casi. I principali obiettivi che si pongono le terapie della SM sono: abbreviare le ricadute e ridurre la loro gravità (corticosteroidi), e prevenire le ricadute e prevenire o ritardare la progressione della malattia (farmaci immunomodulanti e immunosoppressori). In altri termini, i trattamenti impiegati nella sclerosi multipla vengono usati allo scopo di prevenire danni irreversibili alla mielina e agli assoni, che si verificano già nelle fasi iniziali della malattia; per questo motivo è importante agire tempestivamente (trattamento precoce), anche dopo il primo attacco di malattia, se il quadro clinico e neuroradiologico evidenziano già una compromissione anatomica”.

Poi, dopo aver analizzato i vari tipi di trattamenti con farmaci tradizionali utilizzati per contrastare i vari disturbi che porta la sclerosi multipla, si spiega invece come agisce la cannabis. Dopo un’introduzione su cannabinoidi e endocannabinoidi e sui loro effetti sul nostro corpo, vengono riportati una serie di studi scientifici. Come gli effetti sulla spasticità causati dalla malattia, gli effetti sui tremori ed infine una serie di testimonianze dirette di pazienti come quella di Andrea Trisciuoglio e Luicia Spiri, che hanno di recente fondato LapianTiamo, il primo cannabis social club italiano.

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