“Il Sativex costa troppo” anche per i pazienti neozelandesi

30/01/2014 12:32

Sativex pazienteAnche se in Nuova Zelanda la cannabis a livello terapeutico non è legale, dal 2008 per trattare gli spasmi dovuti alla sclerosi multipla è a disposizione il Sativex, l’estratto di THC e CBD prodotto dalla GW Pharmaceuticals che è stato approvato in 24 Paesi, Italia compresa. In Nuova zelanda è stato ammesso anche per il trattamento di altre patologie, ma è necessaria l’autorizzazione del ministero della Salute.

Secondo il giornale TVNZ, solo quattro persone hanno attualmente una prescrizione attiva per il Sativex e in totale sono 48 le persone che hanno avuto accesso a questa cura dal 2008. Questo perché, visto il costo di circa 1.300 dollari neozelandesi al mese, secondo i pazienti e i loro avvocati, la maggior parte delle persone ha ignorato questo tipo di cura optando per il mercato illegale.

Billy McKee, un uomo al quale è stata amputata una gamba in seguito ad un incidente stradale, è stato ammesso tempo fa al trattamento col Sativex per alleviare il dolore fantasma, e cioè una forma di dolore neuropatico che fa percepire dolore ad un arto anche dopo la sua amputazione. “Costa migliaia di dollari e non potevo permettermelo”, ha raccontato puntualizzando che: “In realtà non vogliono che la gente faccia la cosa giusta. Non vogliono che la gente abbia un farmaco sicuro”.

Secondo la Pharmac, l’agenzia governativa che decide quali farmaci siano da sovvenzionare, una prescrizione annuale di Sativex costa in media circa 20mila dollari neozelandesi (circa 12mila euro). Non essendo un farmaco convenzionato i pazienti devono pagare l’intero costo. Ma l’agenzia non ha mai respinto l’idea. Il problema è che la richiesta, che deve essere inviata da un’azienda farmaceutica,  non è mai stata presentata.

Nei primi mesi del 2011, la GW Pharmaceuticals ha dato a Novartis, tra le più grandi aziende farmaceutiche del mondo con un fatturato di circa 60 miliardi di dollari l’anno, il diritto esclusivo di commercializzare e distribuire Sativex in Nuova Zelanda e Australia, insieme a tutta l’Africa, l’Asia (escluso il Giappone e Cina) e il Medio Oriente e ha istituito accordi di distribuzione simili con Bayer, Otsuka e Almirall.

Da quanto riporta Leafscience mentre la Novartis non ha mai chiesto la copertura dei costi per il Sativex in Nuova Zelanda, a fine 2011 ha presentato una domanda di finanziamento per il farmaco Gilenya, per il trattamento delle ricadute nella sclerosi multipla, che dal sito della Pharmac risulta ancora in fase di valutazione. Inoltre la Novartis sta per concludere la seconda fase di studi clinici su un nuovo farmaco per il trattamento della spasticità nella sclerosi multipla che non contiene principi attivi derivati dalla cannabis.

Redazione Cannabisterapeutica.info

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