Produrre in Italia la cannabis? “Noi siamo pronti, ma manca il via libera”

16/05/2014 20:55

pot_t653“Ogni giorno riceviamo una ventina di richieste da parte di famiglie con malati di cancro e di Sla, che vorrebbero che noi iniziassimo la produzione di questi medicinali. Noi siamo pronti, ma manca il via libera del ministero della Salute e del ministero della Difesa. Chi deve decidere, deve sbrigarsi”. La denuncia riportata dall’Adnkronos arriva direttamente da Domenico Cotroneo, rappresentante sindacale dello stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze.

“Leggi regionali emanate nel corso del 2013 – ricorda Cotroneo facendo riferimento in particolare a quella abruzzese – ci inquadravano come potenziale produttore “garante” a livello istituzionale per questi farmaci. In effetti, la nostra struttura ha un ruolo strategico perché garantisce serietà e competenze. Si prevedeva che presso il nostro istituto fossero coltivate piantagioni di cannabis per uso terapeutico e noi abbiamo già predisposto 400 metri quadri di spazi a questo scopo, spazi che potrebbero essere ampliati fino a quadruplicarsi. Ma stiamo aspettando che qualcosa si muova”.

Cotroneo ha proseguito sottolineando che: “Dovrebbe uscire una legge quadro che riassuma le varie normative regionali e i ministeri competenti devono darci il via libera operativo. Intanto, abbiamo ricevuto già un migliaio di lettere da famiglie con malati bisognosi di terapia del dolore. Una fiala di farmaco cannabinoide costa oggi sui 700 euro, noi potremmo produrla a costi molto minori. Già lo facciamo per i medicinali orfani, quelli dedicati alle malattie rare, e potremmo farlo anche per gli antitumorali, come il metrotressato, abbassando il costo a circa un quarto dell’attuale. L’Italia ha questa risorsa importante, che è lo Stabilimento chimico-farmaceutico militare: va fruttata. Purtroppo penso che quando si parla di cannabis, il problema sia di tipo culturale. Eppure, ribadisco, il nostro Stabilimento garantirebbe la serieta’ della produzione di questi medicinali a uso terapeutico”.

E’ il nodo della questione che ancora oggi non permette a molti pazienti di avere accesso ai farmaci a base di cannabis: l’importazione del farmaco. Nonostante la legge nazionale del 2006 che permette cure con farmaci cannabinoidi laddove ci sia necessità e le varie leggi regionali in materia, finché non sarà autorizzata la coltivazione le Asl e le farmacie saranno costrette ad importarla (dall’Olanda) con costi finali proibitivi per i pazienti – visto che un grammo di Bedrocan (infiorescenze essiccate di cannabis) arriva a costare 40 euro al grammo con pazienti che magari ne hanno bisogno 2 o 3 al giorno – sarà difficile trovare una soluzione.

Il ministro Lorenzin aveva dimostrato qualche apertura nei giorni scorsi, quando sembrava che il governo stesse lavorando all’ipotesi di investire per la lavorazione dei medicinali a base di cannabis in un progetto al quale lavorerebbe lo stesso ministro Lorenzin insieme al ministro della Difesa Roberta Pinotti per la competenza sul Farmaceutico. Speriamo che i pazienti non debbano attendere ancora a lungo.

Redazione Cannabisterapeutica.info

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