SICAM: la società scientifica che si occupa di divulgazione e ricerca sulla cannabis

Nonostante la cannabis in medicina in Italia sia completamente legale da oltre 12 anni, abbiamo ancora un’enorme bisogno di informazioni, divulgazione e reti di professionisti che possano fare da riferimento per medici, farmacisti e pazienti. E proprio per contribuire a colmare questo vuoto nel 2017 è nata la SICAM, Società Italiana Canapa Medica, fondata dal dottori Nunzio Santalucia (medico-tossicologo), dal dottor Fabrizio Cinquini (medico-cardiochirurgo), dal dottor Edoardo Alfinito (farmacista preparatore) e infine dal dottor Michelangelo Merrino (medico sportivo e di medicina generale). Mentre le principali problematiche per i pazienti restane quelle di trovare medici preparati che possano prescrivere loro la cannabis, oltre alla carenza della sostanza che si verifica periodicamente dal nord al sud della penisola, abbiamo contattato il dottor Alfinito per capire meglio gli scopi e gli obiettivi di questa realtà scientifica.

Quando e perché nasce la SICAM?
La Società Scientifica nasce nel 2017 per costituire un punto di riferimento in ambito di ricerca, terapia
e dispensazione a medici, farmacie e pazienti. Il progetto di una rete dedicata a ricerca, formazione e divulgazione scientifica era già in corso d’opera da anni e poco dopo la fondazione si è ulteriormente evoluto.
Come Società Scientifica non abbiamo coinvolto solo professionisti del settore medico, ma anche biologi, agronomi, agricoltori e pazienti; così da estendere il nostro punto di vista all’intera filiera della cannabis. Ad oggi la nostra sede operativa si trova a Siena, nel Medicine Research Center della fondazione Toscana Life Sciences: un centro di ricerca e sviluppo dedicato alle scienze per la vita, che ospita alcune delle aziende più all’avanguardia del settore con le quali abbiamo strutturato rapporti di collaborazione ad hoc (estrazione, genomica applicata alla coltivazione). Gli spazi e le strutture di TLS ci consentono di ospitare conferenze ed eventi formativi pratici, basati sull’apprendimento
esperienziale.

Da chi è composta?
Da una rete di soci (medici, farmacisti e tanti altri professionisti del settore sanitario) distribuita su tutto il territorio nazionale e dal consiglio direttivo, che comprende i membri fondatori della società scientifica: Dr. Nunzio Santalucia (medico-tossicologo), Dr. Fabrizio Cinquini (medico-cardiochirurgo), Dr. Edoardo Alfinito (farmacista preparatore) e Michelangelo Merrino (medico sportivo e di medicina generale). Ad oggi SICAM coinvolge più di 200 professionisti associati tra farmacisti e medici, 60 farmacie e 20 medici prescrittori/formatori. A questi si aggiungono circa 50 tra agronomi, biologi, chimici e coltivatori. La ricerca della SICAM è organizzata in board scientifici, costituiti specialmente da soci onorari: professionisti che si sono contraddistinti per il loro apporto alla ricerca nel settore della cannabis. Il valore più grande della società, in ogni caso, è la rete, il network di professionisti, ricercatori e pazienti: i veri protagonisti del mutamento in atto e dell’evoluzione a cui assistiamo giorno per giorno nel mondo della cannabis.

Di che cosa vi occupate?

Principalmente di ricerca e sviluppo. Di lì nasce la nostra opera di formazione e consulenza, come i nostri diversi servizi di analisi per i professionisti del settore e la continua assistenza al paziente.
Il nostro obiettivo è quello di potenziare la cultura sociale e scientifica in merito a canapa e cannabis terapeutica, così da promuovere sviluppi d’eccellenza per questi settori.
Lavoriamo assiduamente per approfondire e collegare le conoscenze disponibili in medicina, farmacia, agronomia, biologia, chimica e terapia; tutto con l’intento di migliorare coltivazione, estrazione, prescrizione e dispensazione.

Quali sono i servizi per i pazienti e quali per i professionisti del settore della cannabis in
medicina?
Incentriamo il nostro lavoro su ricerca e sviluppo per permettere agli uni e agli altri di conoscere approfonditamente il complesso mondo della Cannabis Sativa. Uniamo realtà imprenditoriali d’eccellenza alla costante ricerca di servizi e materie prime della migliore qualità.
Per questo motivo, tanto per cominciare, eroghiamo un servizio continuo di formazione e consulenza (sia live che digitale) differenziato e specifico per i professionisti, più generale e divulgativo per i pazienti. Così integriamo la rete e il dialogo tra soggetti attivi promuovendo confronto, coinvolgimento e collaborazione. Mettiamo laboratori e professionalità al servizio dei nostri soci: forniamo un accesso facilitato alle analisi chimiche di tutti i cannabinoidi, del profilo terpenico e delle caratteristiche organolettiche. Diamo ai coltivatori (e non solo) la possibilità di effettuare le analisi genetiche approntate (primi in Italia) dai laboratori dell’università di Siena per valutare il sesso e la potenziale futura ratio dei cannabinoidi delle piante appena nate.
La nostra attività costante di ricerca e sviluppo e la collaborazione con aziende agricole, laboratori e pazienti ci permette di testare efficienza ed efficacia dei prodotti derivati dalla cannabis senza mai trascurare la qualità della filiera e dei processi produttivi.
Per la ricerca clinica/osservazionale selezioniamo il miglior materiale vegetale, lavorandolo con gli strumenti più sofisticati e i più alti standard produttivi, sotto la supervisione costante di un pool di medici esperti e professionisti specializzati.

Quali progetti state seguendo in merito alla ricerca scientifica?
I nostri progetti sono suddivisi per settori, ma tutti collegati a un fine specifico: la valorizzazione della cannabis in ambito terapeutico, da realizzare implementandone qualità, disponibilità e ricerca su effetti e applicazioni.
Per questo motivo abbiamo organizzato un progetto dedicato ai coltivatori e alla sperimentazione sulla compatibilità delle diverse genetiche con i vari suoli e climi italiani, come con le differenti tecniche colturali. Dalla collaborazione con queste aziende agricole prende le mosse il progetto analitico integrato su materia prima ed estrazioni. Si basa sul fornire servizi analitici con accesso facilitato agli associati per seguire l’intera filiera della canapa, dal campo al paziente, così da garantire e certificare l’efficacia e la sicurezza di determinati processi produttivi. Nella sperimentazione colturale per la produzione finale di estratti, diamo grande importanza alla biodiversità e al microbioma, dunque, alla genomica applicata alle coltivazioni di cannabis: un progetto di ricerca portato avanti in collaborazione con l’Università di Siena.
Tutte queste attività vanno a sostenere e avvalorare il progetto di somministrazione e test dei derivati della cannabis per uso umano, alimentare e medicamentoso. Aziende e professionisti della rete mettono i propri strumenti a disposizione dei pazienti associati per sviluppare e testare in sicurezza oli e prodotti naturali, full Spectrum a bassissimo contenuto di THC o THC free, oltre che i prodotti stupefacenti regolamentati dal DM 9 Nov 2015, prescrivibili dal medico e dispensabili in farmacia.

Quali sono le prospettive future?
Dimostreremo attraverso studi e ricerche la terapeuticità dei prodotti ottenuti dalla canapa coltivata in outdoor. Attraverso un controllo sistematico e scientifico della filiera, dalle analisi di ogni tipo sulla pianta, a quelle eseguite sugli estratti, chiariremo, non solo che la canapa dovrebbe essere valorizzata in ogni sua parte come alimento, ma che può avere applicazioni medicamentose notevoli e da tenere assolutamente in considerazione per molti pazienti in cura. In sostanza vogliamo ri-accostare il concetto stesso di cannabis a quello di terapeuticità, superando lo
iato che attualmente separa la pianta generalmente intesa, da quella coltivata e lavorata con scopi terapeutici.
Questi prodotti saranno distribuiti e testati in maniera clinica e osservazionale all’interno della rete di
farmacie, pazienti e medici associati.

SICAM estratto cannabis

Mario Catania

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